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Picchia la moglie e la rincorre con un coltello: finisce in carcere 

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Il marito violento, già in detenzione domiciliare, aggredisce la donna più volte e la minaccia di morte: i carabinieri lo denunciano e il giudice di sorveglianza gli aggrava la misura dopo appena un giorno

di Gianluca Lettieri

CHIETI. È accusato di aver picchiato la moglie in più occasioni, minacciandola di morte e arrivando a inseguirla dentro casa con in mano un coltello da cucina. Un uomo di 48 anni, già in detenzione domiciliare per altri reati, è finito in carcere dopo la denuncia per maltrattamenti presentata dalla vittima ai carabinieri di Bucchianico. Il provvedimento è arrivato in tempi record.

Tutto è cominciato martedì, quando i militari, allertati dal figlio maggiore della coppia, sono intervenuti nell’appartamento e hanno trovato la donna, una 45enne del posto, in lacrime. Qualche ora dopo, in caserma, la vittima ha raccontato le vessazioni alla quale era sottoposta dal marito, alle spalle numerosi precedenti di polizia e agli arresti in casa, come disposto dalla Corte d’appello dell’Aquila. La donna ha riferito che, il giorno precedente, era stata malmenata dal coniuge. Durante la sua testimonianza sono emersi almeno altri due episodi di prevaricazione avvenuti in tempi recenti, ma lei non aveva mai avuto il coraggio di chiedere aiuto alle forze dell’ordine temendo che il figlio potesse essere allontanato dal padre. Dopo l’ultima sfuriata, però, la 45enne ha detto basta: non potendo chiamare direttamente il 112, perché spaventata dalla presenza del marito, è riuscita a contattare il figlio più grande, facendogli capire di essere in pericolo. È stato poi il ragazzo, che non era presente in casa, a chiedere aiuto ai carabinieri. La donna si è fatta medicare anche in pronto soccorso e ha riportato una prognosi di dieci giorni. A quel punto, i carabinieri hanno denunciato l’uomo per il reato di maltrattamenti in famiglia perché si è reso responsabile di «condotte vessatorie, sia fisiche che psicologiche, nei confronti della moglie e del figlio di 11 anni, tanto da costringerli a trasferirsi temporaneamente in una struttura alberghiera».

Oltre alla segnalazione alla procura di Chieti, è partita anche quella all’Ufficio di sorveglianza di Pescara. Così, a distanza di appena un giorno, è arrivato il decreto di sospensione della misura alternativa della detenzione domiciliare: lo stesso pomeriggio i militari hanno notificato il provvedimento al 48enne, ora rinchiuso nel carcere di Lanciano.

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