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Contagi, nuovo balzo a 265 

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Atri quattro morti, tra le vittime anche marito e moglie: entrambi senza vaccino

PESCARA. Il primo a morire è stato il marito. Ieri anche la moglie si è arresa al maledetto Covid. I coniugi di Silvi Domenico Scianitti, di 69 anni, e Caterina Bruzzese, di 66, non ce l’hanno fatta. Non erano vaccinati. Luciano Del Toro, 73 anni, di Corropoli, invece era immunizzato ma soffriva anche di altre patologie. La quarta vittima del virus è un’anziana di Pescara, Maria Di Lallo, 86 anni. Il bilancio dei morti in Abruzzo sale così a 2.578.

Sono 265 i nuovi casi di Covid-19 accertati nelle ultime ore. Sono emersi dall’analisi di 4.169 tamponi molecolari (e 9.730 test antigenici): è risultato positivo il 6,35% dei campioni. Stabili i ricoveri, che passano dai 95 di venerdì ai 96 di ieri. I nuovi positivi hanno età compresa tra uno e 94 anni (una bimba pescarese e un’anziana aquilana). Gli attualmente positivi salgono ancora e tornano ai valori di sei mesi fa. Sono 3.523 (+225): 87 pazienti sono ricoverati in ospedale in area medica (+3) e 9 sono in terapia intensiva (-2), mentre gli altri 3.427 sono in isolamento domiciliare (+224). I guariti sono 79.826 (+37). A livello territoriale, l’incremento più consistente si registra nel Teramano (+97), seguito dal Pescarese (+74), dal Chietino (+59) e dall’Aquilano (+22). Ecco i Comuni che ieri sono risultati più colpiti dal Covid: Giulianova 23, Pescara 20, Tortoreto 14, Montesilvano 13, Chieti 12.

Anche l’incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti continua a salire e, per la prima volta dopo sette mesi, torna sopra quota cento: ora è a 105, sette punti in più rispetto a venedì. Un valore più alto di 50, unito al superamento delle soglie di allarme dei ricoveri, determina il passaggio in zona gialla. Restano contenuti, però, gli indicatori sui ricoveri: il tasso di occupazione dei posti letto sale al 7% per l’area medica (+1%) e scende al 5% per le terapie intensive (-1%), a fronte di soglie di allarme rispettivamente del 15 e del 10%. I parametri, dunque, restano da zona bianca.

A livello territoriale, i numeri più alti si registrano nel Teramano, dove l’incidenza settimanale supera la soglia di 150 e arriva a 152. Segue il Pescarese, che supera la provincia dell’Aquila e arriva a 102; solo una settimana fa era a 53. Poi ci sono l’Aquilano (100) e infine il Chietino (67).

Ma non c’è paragone rispetto al 20 dicembre del 2020, con l’Abruzzo in zona rossa e in attesa dell’avvento dei vaccini.

I nuovi casi, un anno fa, erano 705. Ed i pazienti deceduti erano 18, di età compresa tra 63 e 95 anni: 5 in provincia dell’Aquila, 4 nel Pescarese, 5 in provincia di Chieti e 4 nel Teramano. Per ciò che riguarda gli ospedali, 661 pazienti (+3 rispetto al 19 novembre 2020) erano in aree mediche; 75 (+1 rispetto al giorno prima) nelle intensive, mentre gli altri 14.642 (+512) si trovavano in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Allora, del totale dei casi positivi, 7.387 erano residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+301), 4.334 in provincia di Chieti (+86), 4.498 in provincia di Pescara (+102) e 5.911 in provincia di Teramo (+209). Ed è solo grazie ai vaccini se questi numeri drammatici non si ripetono quest’anno. (u.c.)

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