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Paolucci: mai pagate le indennità a medici e infermieri per i vaccini 

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Denuncia del consigliere regionale Pd: «L’Asl ha a disposizione 641mila euro, ma non sono stati usati» Presentata un’interrogazione dopo le proteste dei sanitari: «In prima linea, eppure ignorati da 7 mesi»

di Arianna Iannotti

CHIETI. I medici, gli infermieri e gli assistenti sanitari che sono stati in prima linea nell’affrontare l’emergenza Covid non hanno ricevuto i pagamenti dovuti per le prestazioni aggiuntive rese proprio per fronteggiare la pandemia attraverso la campagna vaccinale anti-Covid. Non si conosce ancora l’entità del problema ma, complessivamente, si potrebbe trattare di una cifra abbastanza onerosa considerato che le segnalazioni sono molte. Si tratta del personale impiegato per la campagna di vaccinazione anti-Covid che, proprio per questo incarico, avrebbe dovuto ricevere una somma per le prestazioni aggiuntive svolte: in molti, però, non avrebbero ricevuto nulla dal mese di aprile.

Le lamentele sono arrivate all’ex assessore regionale alla sanità, ora capogruppo in consiglio regionale del Partito democratico Silvio Paolucci, che, dopo un incontro con il personale sanitario, ha sottoscritto una interrogazione per capire cosa sia successo. «Se quanto mi è stato detto corrisponde al vero», dice Paolucci, «ritengo che la questione sia molto grave. Parliamo di persone che hanno combattuto il Covid in prima linea, di persone che hanno portato avanti con abnegazione la campagna vaccinale sul territorio. L’azienda sanitaria, d’altronde, giustifica i debiti di bilancio proprio con gli interventi imprevisti per l’emergenza Covid. Quindi non si capisce perché queste persone non sono state più pagate da aprile».

L’interrogazione rivolta al presidente della Regione Marco Marsilio chiede di sapere «se corrisponde al vero», si legge, «che la Asl 2 non abbia ancora liquidato le prestazioni aggiuntive rese dal personale impiegato per l’attuazione del Piano vaccinale anti-Covid, così come stabilite dalla deliberazione del direttore generale del 2 aprile 2021, numero 356». Paolucci vuole anche sapere se “la Asl ha iscritto l’intero importo delle prestazioni aggiuntive nel proprio conto economico dell’esercizio 2021, in caso affermativo si chiede altresì di conoscere tale importo». L’ultima richiesta è, quindi, che «la Asl entro il termine dell’esercizio 2021 provveda alla liquidazione delle prestazioni aggiuntive». Nell’interrogazione Paolucci ricorda che la Asl ha a disposizione somme proprio in ragione dell’emergenza Covid. E dunque i soldi per pagare gli operatori che hanno portato avanti la campagna vaccinale dovrebbero esserci. Lo Stato, infatti, ha previsto che «nel caso in cui il numero dei professionisti sanitari non risulti sufficiente a soddisfare le esigenze di somministrazione dei vaccini anti-Covid, le aziende e gli enti del servizio sanitario nazionale possono ricorrere alle prestazioni aggiuntive», autorizzando allo scopo una spesa di 100 milioni di euro, di cui all’Abruzzo spetta una quota di 2.189.803 euro. Di questa somma, alla Asl Lanciano Vasto Chieti sono stati assegnati ben 641.300 euro.

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