cronaca

Torino, Salvini contro il liceo Cavour per l’asterisco anti-discriminazione: “Folle corsa verso il niente”

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“Un conto è il rispetto, altro conto è una folle corsa verso il niente. Basta!”. Entra a gamba tesa il leader della Lega, Matteo Salvini, sul caso del liceo classico Cavour di Torino che ha deciso di utilizzare l’asterisco, al posto del maschile e femminile, nelle comunicazioni ufficiali per “fare un passo avanti nella discussione sulla questione di genere”, come ha spiegato l’istituto in una nota. Il leader leghista ha pubblicato il suo commento su Twitter inserendosi in una polemica che sta già prendendo piede.

La scelta del liceo di inserire l’asterisco, utlizzando ad esempio nelle comunicazioni ufficiali le espressioni “student*”, “ragazz*”, “alcun*” e così via, era stata motivata a Repubblica dallo stesso preside Vincenzo Salcone: “L’identità e l’uguaglianza di genere sono elementi a cui attribuiamo una importanza fondamentale nella nostra comunità scolastica. E il linguaggio che utilizziamo rispecchia questo sentire. L’asterisco specifica che per noi tutti sono uguali a prescindere dalla loro identità e orientamento sessuale”.

Non solo: gli studenti e le studentesse transgender, applicando la la piattaforma “Noi siamo pari” attivata dal ministero dell’Istruzione, avranno la possibilità  di scegliere, nella propria scuola, un nome diverso da quello anagrafico.

Ma la novità non ha convinto tutti. Tra le prime a dimostrarsi contraria è stata Augusta Montaruli, parlamentare di Fratelli d’Italia: “Esiste un modo per non discriminare che non storpia l’italiano. In questo la scuola dovrebbe dare l’esempio, non cedere a provvedimenti ideologici che peraltro anziché difendere l’identità di ognuno, l’annientano. Se si vuol dare seguito al dettato costituzionale si ricordi che l’uguaglianza si realizza nella valorizzazione dell’identità, non nel nasconderla dietro un asterisco. Il liceo Cavour ci ripensi e trovi un modo più sostanziale e meno superficiale per la difesa dei diritti. Scriverò al ministro dell’istruzione Bianchi per un approfondimento sulla decisione assunta dalla scuola torinese circa l’inserimento dell’asterisco alla fine delle parole “studenti e ragazze” nelle comunicazioni scolastiche”. 

Studenti davanti al liceo Cavour di Torino 

A scrivere all’onorevole però ci ha pensato Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Regione che ha replicato al suo intervento: “Capisco che chiamare le cose con il loro nome sia un gesto rivoluzionario, ma mettere la A e la E al posto giusto è solo un gesto di civiltà e correttezza grammaticale – ha spiegato – Un asterisco fa meno male del patriarcato. Rifletta, se ha un minuto: in Italia nessuno chiama una bidella, una collaboratrice domestica, una maestra al maschile, ma facciamo fatica a dire “architetta”, “avvocata” e “sindaca”*. A proposito di identità, non farà mica fatica, come i suoi colleghi di partito, anche a definire se stessa “deputata?”.

In difesa dell’iniziativa del liceo Cavour c’è anche Sarah Disabato, consigliera regionale 5 Stelle: “Adesso Salvini si scaglia anche contro il liceo Cavour di Torino, eccellenza scolastica del capoluogo – dice in una nota – “colpevole” di aver scelto comunicazioni inclusive, inserendo nel proprio regolamento il principio di non discriminazione basato sul genere. È solo l’ultimo capitolo di una lunga serie di ingerenze della Lega nel mondo della scuola, pensiamo ad esempio alle continue battaglie, con mozioni e atti di indirizzo su fantasiose teorie gender. La scelta del Cavour andrebbe presa a modello, non certo demonizzata. La Lega e il centrodestra tengano lontana la macchina del fango e la propaganda dell’odio dai luoghi dell’istruzione e della cultura. E imparino dalle giovani generazioni la cultura del rispetto e dell’inclusione“.

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