cronaca

La Asl mostra i conti: «Senza la pandemia saremmo in attivo» 

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Di Giosia: ci è stato chiesto un piano di rientro che sta dando i suoi frutti, la perdita è scesa da 38 a 17 milioni in tre mesi

di Alessia Marconi

TERAMO. Se non ci fosse stata l’emergenza Covid la Asl di Teramo, presumibilmente, avrebbe potuto chiudere in attivo il bilancio 2021. A sostenerlo, conti alla mano, è il direttore generale della Asl di Teramo Maurizio Di Giosia che ieri mattina, in una conferenza stampa alla quale hanno preso parte anche il direttore amministrativo Franco Santarelli e il direttore dell’unità operativa complessa Attività economiche e finanziarie Antonella Di Silvestre, ha voluto fare chiarezza sulle polemiche di questi giorni sui conti della Asl di Teramo. Polemiche sollevate dal consigliere regionale di Abruzzo in Comune Sandro Mariani, che solo pochi giorni fa aveva lanciato l’allarme. «L’assessore Verì, a una mia precisa domanda sullo stato di salute dei conti della Asl di Teramo», aveva dichiarato Mariani in una nota, «ha confermato che al 30 giugno 2021 questi presentavano un passivo pari a circa 39 milioni di euro, di cui 25 imputabili all’emergenza Covid-19, ma ben 14 derivanti dalla gestione ordinaria. Un dato che preoccupa molto e che deve far riflettere».

Dichiarazioni sulle quali, senza mai citare Mariani, è intervenuto ieri il dg Asl. «Vogliamo fare chiarezza sui conti della Asl a beneficio dei cittadini», ha detto Di Giosia, «inquadrandoli in una situazione in cui tutte le Regioni d’Italia hanno chiesto un confronto urgente al Governo, segnalando che mancano risorse per 2,2 miliardi per coprire le maggiori spese legate alla pandemia». Entrando nelle questioni locali, Di Giosia ha poi ricordato: «Nel periodo 2015-2018 le altre Asl hanno accumulato un debito di circa 217 milioni di euro. In questo stesso periodo Teramo ha avuto un equilibrio non strutturale, con il bilancio chiuso in pareggio grazie a poste contabili e accantonamento di esercizi precedenti. Di conseguenza, a differenza delle altre Asl, non ha ricevuto alcun ripiano delle perdite». Una situazione a fronte della quale Teramo per anni ha chiesto l’adeguamento del fondo di riparto di propria competenza, per quota capitaria, inferiore almeno di 30 milioni l’anno rispetto alle altre Asl. «L’assegnazione del fondo sanitario nel 2019 era di 528.916.160 euro, nel 2020 è stata al netto del Covid di 546.625.979», ha continuato Di Giosia, «quindi già questa giunta ha iniziato a darci una mano nel 2020 con 17 milioni 700mila euro in più rispetto al 2019. Nel 2021 ci ha assegnato 568.000.405, ossia 39 milioni in più sul 2019. Oltre a queste somme abbiamo ricevuto per il Covid dallo Stato, tramite la Regione, 25 milioni di euro nel 2020 e 9 milioni di euro circa nel 2021. Per il Covid noi abbiamo speso nel 2020 ben 42 milioni di euro, nel 2021 prevediamo di spenderne 45 milioni. Quindi siamo un’azienda che ha dato tutti i servizi ai cittadini». Al 30 giugno la Asl di Teramo registrava una perdita di 38 milioni, di cui 25 per il Covid. «È ovvio che la proiezione al 31 dicembre ha destato preoccupazione», ha commentato Di Giosia, «per cui c’è stato chiesto un piano di rientro e ci siamo impegnati a rispettare una perdita complessiva di 25.816.000 euro, con una riduzione dei costi che non significa tagli». Il piano avrebbe già dato i suoi frutti. «Al 30 settembre la perdita complessiva era di 17.189.779, che proiettata al 31 dicembre è addirittura inferiore di quella che ci siamo preposti», ha concluso Di Giosia, «i costi Covid al 30 settembre sono di 33 milioni, che proiettati a dicembre ammonteranno a 45. Questo dimostra che se non ci fosse stato il Covid questa Asl avrebbe chiuso il bilancio con un utile di circa 22 milioni».

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