pescara

Ponte dell’Immacolata: cosa si può fare e cosa no 

ponte-dell’immacolata: cosa-si-puo-fare-e-cosa-no 

L’Abruzzo per ora non è a rischio, ma in altre regioni la situazione è più difficile Le possibili limitazioni da zona gialla, arancione e rossa per viaggi e socialità

di Monica Pelliccione

L’AQUILA. Il ponte dell’Immacolata è alle porte e anche gli abruzzesi si preparano alla prima festività prenatalizia, con quattro giorni di riposo per chi potrà staccare la spina dal lavoro, che regaleranno un weekend lungo da passare magari in montagna o in viaggio. Ma l’aumento dei contagi registrato nelle ultime settimane provoca ancora una certa incertezza.

Se attualmente l’Italia è tutta in bianco e l’Abruzzo secondo le previsioni dovrebbe restarci per almeno altre due settimane, consentendo riunioni e spostamenti, è possibile infatti che per l’8 dicembre più di una regione finisca in zona gialla o arancione. Il cambio di colore fa scattare automaticamente le restrizioni, che sono graduali a seconda della gravità della situazione Covid-19. Prima di organizzare un viaggio per il ponte dell’8 dicembre è importante ripassare le regole per le diverse zone e attività.

Ecco cosa si potrà fare e cosa no in fascia gialla, arancione o rossa. E, soprattutto, quali sono le regole per gli impianti sciistici, che riapriranno il 27 novembre prossimo.

piste da sci e mercatini

Si torna sulle piste da sci. Per accedere agli impianti, sia in zona bianca che gialla, è obbligatorio avere il Green pass. Ma ci sono anche altre regole da rispettare: il limite della capienza per le cabinovie è fissato all’80%, sulle seggiovie è al 100% a meno che non sia necessario viaggiare con le cupoline abbassate. Nelle aree comuni e all’interno delle cabine è sempre obbligatorio indossare la mascherina.

Prevista la presenza di personale che regoli il flusso per ridurre assembramenti e occasioni di contatto. In zona arancione o rossa gli impianti da sci sono chiusi. Per le fiere e i mercatini al chiuso è sempre obbligatorio dimostrare di essere in possesso del Green pass. Chi viene trovato privo della certificazione verde rischia la multa da 400 a 1.000 euro. Se, invece, i mercatini si svolgono nelle piazze o nelle strade non è previsto l’obbligo di certificazione verde.

VIAGGI ALL’ESTERO

Vista la forza della quarta ondata, che in tutta Europa sta mettendo in difficoltà molti Paesi, dalla Germania all’Austria, il consiglio del ministero della Salute è di limitare i viaggi all’estero. Diverse nazioni stanno introducendo nuovi lockdown e limitazioni ai turisti. Quindi, chi ha programmato un viaggio all’estero dovrà verificare le regole applicate sia nel Paese di arrivo che al rientro in Italia.

IN ZONA BIANCA

È consentito stare in famiglia e con gli amici, viaggiare, andare in giro per negozi, al ristorante, visitare musei. Resta l’obbligo di esibire il Green pass prima di entrare nei luoghi pubblici e prima di salire su aerei, navi e treni. È possibile che, entro fine novembre, possa cambiare qualche regola sulla durata della certificazione verde, che potrebbe passare da 12 mesi a 9 o, addirittura, la 6. In zona bianca, per le feste e i cenoni non ci sono limitazioni, ma gli scienziati raccomandano comunque, soprattutto ai soggetti fragili, di indossare la mascherina anche nelle abitazioni private se ci sono molte persone.

Si potrà fare shopping, anche se all’interno dei locali rimane l’obbligo di mascherina, di igienizzazione delle mani e di distanziamento e, per evitare gli assembramenti, nei luoghi chiusi gli ingressi potrebbero essere contingentati.

IN ZONA GIALLA

La zona gialla scatta al raggiungimento di tre indicatori: l’incidenza dei nuovi contagi ogni 100mila abitanti deve essere uguale o superiore a 50 casi, il tasso di occupazione dei posti letto ospedalieri nei reparti ordinari deve superare il 15% e quello nelle terapie intensive il 10%. In questo caso, la mascherina torna obbligatoria anche all’aperto e nei ristoranti al chiuso non si può stare al tavolo in più di quattro persone, a meno che non si sia tutti conviventi. Le discoteche rimangono chiuse.

IN ZONA ARANCIONE

Se la situazione dovesse peggiorare ulteriormente, a dicembre qualche regione potrebbe colorarsi anche di arancione. In questa fascia non si può uscire dal proprio comune, se non per motivi di lavoro, salute e necessità e solo con il Green pass. Inoltre, le regole per le feste e i cenoni sono molto restrittive anche perché i bar e i ristoranti al chiuso non sono aperti al pubblico se non per l’asporto. Possono, però, effettuare consegne a domicilio. Per questo il Governo valuterà se consentire l’ingresso soltanto a chi è vaccinato. Si potrà fare shopping anche se all’interno dei locali rimane l’obbligo di mascherina, di igienizzazione delle mani e di distanziamento e per evitare gli assembramenti nei luoghi chiusi gli ingressi potrebbero essere contingentati.

IN ZONA ROSSA

La fascia a più altro rischio è quella identificata con il colore rosso. Se i contagi da Covid-19 dovesse aumentare in modo esponenziale, alcune zone potrebbero ritrovarsi, l’8 dicembre, in zona rossa. In questo caso, anche se di tratta di un’ipotesi remota, bisogna ricordare che non è consentito alcuni spostamento, nemmeno le visite ad amici e parenti, se non per motivi di salute, necessità e lavoro. Tutti i negozi e le attività sono chiuse, eccetto i servizi essenziali e bar e ristoranti per asporto e consegna a domicilio, farmacie ed edicole. Proprio per l’aumento dei casi e per scongiurare il rischio di dover reintrodurre pesanti restrizioni in vista delle feste, le Regioni hanno chiesto al governo un tavolo per discutere l’introduzione di un super Green pass solo per vaccinati o guariti sul modello tedesco, una sorta di lockdown per i no-vax.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: