cronaca

Spazio, partita la missione Dart: la navicella dovrà colpire gli asteroidi Didymos e Dimorphos e deviarne la rotta

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Partito stamattina alle 7.21 il razzo della Nasa che dovrebbe deviare la traiettoria di due giganteschi asteroidi in viaggio nello spazio. E’ la missione-test con cui la Nasa sperimenta per la prima volta una navicella spaziale in grado di distruggere eventuali asteroidi che dovessero minacciare la Terra. Può sembrare fantascienza, ma il DART (Double Asteroid Redirection Test) è un vero e proprio esperimento che partirà alle 22:21 di oggi, ora del Pacifico (le 7.21 in Italia, appunto) a bordo di un razzo SpaceX dalla Vandenberg Space Force Base in California.

Le immagini del lancio 

L’obiettivo è alterare leggermente la traiettoria di Dimorphos, una ‘luna’ larga circa 160 metri (due volte la Statua della Libertà) che circonda un asteroide molto più grande chiamato Didymos. I due orbitano insieme intorno al Sole. L’impatto della navicella col suo bersaglio dovrebbe avvenire nell’autunno del 2022, quando il sistema di asteroidi si troverà a 11 milioni di chilometri dalla Terra, il punto più vicino mai raggiunto.

Schiantandosi su Dimorphos alla velocità di 6,6 chilometri al secondo, Dart lo rallenterà di un millimetro al secondo alterandone la traiettoria: è quanto dovrebbe bastare a tenerlo lontano da noi. Dimorphos non viaggia in solitario, ma fa parte di un sistema binario insieme a un altro asteroide lunare, Didymos, alto 780 metri, più del doppio della Torre Eiffel. “In realtà – spiega Tom Statler, che ha programmato la missione Nasa – quello che ci preme di più è prevenire le collisioni con gli asteroidi delle dimensioni di Dimorphos, che sono quelli con maggiori probabilità di venirci addosso”. Per sapere se Dart avrà fatto il suo dovere servirà pazienza: la navicella spaziale intercetterà l’asteroide non prima di settembre 2022, a quasi 11 milioni di chilometri di distanza dalla Terra.

“Stiamo cercando di imparare come deviare una minaccia”, ha riassunto Thomas Zuburchen, capo del progetto della Nasa da 330 milioni di dollari, il primo del suo genere. Gli asteroidi in questione non rappresentano una minaccia reale per il nostro pianeta, ma appartengono a una classe di corpi celesti noti come Near-Earth Objects (NEO), che possono avvicinarsi alla Terra entro i 30 milioni di miglia.

Le immagini del lancio 

A bordo del vettore c’è anche una componente importante tutta italiana: il microsatellite LICIACube decollerà insieme a Dart per realizzare un vero servizio fotografico sull’impatto della sonda statunitense con Didymos. Si tratta della prima missione nazionale in spazio profondo, con obiettivi e tappe di un programma che per la prima volta sarà rivolto alla difesa planetaria attiva e quindi alla verifica di una strategia difensiva dai potenziali pericoli che possono arrivare dallo spazio.

L’Agenzia Spaziale Italiana presenta l’operazione dalla sua sede di Roma, in diretta nel suo sito web, in contemporanea con il centro di controllo di missione Argotec di Torino, insieme al team LiciaCube, tutto italiano, che è coordinato dall’Istituto Nazionale di Astofisica (INAF) e comprende ricercatori anche del Politecnico di Milano, delle Università di Bologna e Università Parthenope di Napoli e dell’Ifac-Cnr di Firenze. Madrina e moderatrice dell’incontro la conduttrice Licia Colò. Presenti Giorgio Saccoccia, presidente dell’Asi, Davide Avino ceo di Argotec, l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea Luca Parmitano ed il famoso disegnatore Leo Ortolani. Insieme svelaranno il logo della missione di LICIACube.

Ci sono 10.000 asteroidi vicini alla Terra conosciuti di dimensioni pari o superiori a 140 metri, ma nessuno ha una possibilità significativa di colpire il pianeta nei prossimi 100 anni. Gli scienziati pensano che vi siano ancora altri 15.000 oggetti simili in attesa di essere scoperti.

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