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STOP ALLA VIOLENZA DI GENERE: DOMANI MANIFESTAZIONE ISTITUTO DE CECCO L’AQUILA

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L’AQQUILA – “L’Istituto Alberghiero Ipssar ‘De Cecco’ di Pescara sarà la prima scuola a scendere in piazza domani, giovedì 25 novembre, accanto all’Associazione Ananke per la Giornata mondiale contro la violenza sulle Donne, aiutandoci a distribuire i sacchetti di pane con un messaggio simbolico di grande significato: ‘Per troppe donne la violenza è ancora il pane quotidiano’, iniziativa che ci vede partner dell’AssiPan di Roberto D’Intino.

Tale presenza rappresenta un’altra tappa fondamentale in un percorso che deve vedere ancora impegnata la rete di istituzioni e di associazioni costituita nel 2004, perché la strada dinanzi a noi è ancora lunga.

Quando abbiamo cominciato il nostro cammino si pensava che la violenza di genere fosse circoscritta a una sfera ben identificabile, dunque in contesti di povertà e degrado; oggi sappiamo che parliamo di un fenomeno molto più ampio e dilagante, che non si ferma alla violenza fisica, ma va ben oltre e richiede strumenti di contrasto e difesa sempre più complessi”.

Lo ha detto la vicepresidente dell’Associazione Ananke Brunella Capisciotti nel corso dell’incontro ‘Stop alla violenza di genere – Maschi e Femmine insieme si può’, promosso nell’Istituto Alberghiero, coordinato dalla dirigente Alessandra Di Pietro, e svoltosi alla presenza, tra gli altri, dell’assessore comunale alle Politiche sociali Adelchi Sulpizio, di Giuseppe Rasetti responsabile del Centro Uomini Maltrattanti, del vicequestore di Pescara Alessandra Bucci, e della professoressa Roberta Degli Eredi, Presidente della Fidapa Pescara. Tra gli ospiti presenti in platea con gli studenti Annamaria Di Rita, Presidente dell’Associazione nazionale Cavalieri della Repubblica d’Italia.

“L’Istituto Alberghiero ha voluto promuovere un momento di confronto anticipando la Giornata sulla violenza contro le donne e sottolineando la rilevanza di un processo di cambiamento che deve coinvolgere tutti, donne e uomini – ha detto la dirigente Di Pietro -. Purtroppo gli episodi registrati a livello nazionale negli ultimi giorni ci dimostrano che la violenza contro le donne è strutturale, un fenomeno spesso sommerso e non si tratta solo di femminicidio. È un’ondata dilagante di disumanità che vede nella donna il nemico contro cui sfogare i peggiori istinti e le frustrazioni e le pene e la repressione, pure esistenti e previsti dalla legge, non sono sufficienti. Piuttosto si devono abbattere, con educazione e formazione, gli stereotipi e i pregiudizi ancora fortemente radicati. Sono questi gli ostacoli che impediscono alle donne di affermare compiutamente diritti, libertà, autonomia in casa, in famiglia, a scuola e sul lavoro. La nostra battaglia non riguarda soltanto gli episodi di violenza, le molestie o i maltrattamenti, ma riguarda soprattutto una visione e una progettualità che porti le donne ad essere protagoniste a tutto campo in Italia. Servono una maggiore inclusione delle donne nel mondo del lavoro, l’azzeramento della disparità retributiva tra donne e uomini, la maggiore partecipazione delle donne ai processi decisionali, ai luoghi istituzionali e di assunzione di responsabilità politica e a posizioni apicali nella realtà produttiva, il superamento della rigidità dei ruoli domestici nelle famiglie attraverso una maggiore condivisione maschile e femminile nell’impegno di cura”.

“In tale operazione – ha aggiunto la dirigente Di Pietro – si inserisce la scuola, il cui compito è quello di educare alla parità, all’affettività, a gestire le emozioni e lo stress, di educare all’accoglienza e all’inclusione di tutte le diversità, quindi a prevenire situazioni di conflittualità che possano sfociare in violenza fisica o psichica. E parlare con i nostri ragazzi di violenza di genere è ancor più importante oggi, quando a causa dell’emergenza sanitaria si sono interrotte le relazioni tra coetanei e con i docenti, si sono stravolte le abitudini di vita, si sono ridotti i rapporti sociali. Dunque è fondamentale per tutti noi riannodare le fila di quei rapporti”. “Quello della violenza di genere è sicuramente un problema complesso – ha detto l’assessore Sulpizio -, contro il quale oggi abbiamo una normativa rinnovata con l’introduzione del Codice Rosso, che detta tempi precisi a tutela e difesa della vittima, tra cui l’obbligo inderogabile per le Autorità ad adottare provvedimenti entro tre giorni dalla denuncia di una presunta violenza. Ma non basta e per questa ragione il Comune di Pescara, che da anni può contare su una efficace Rete antiviolenza, ha deciso di costituire anche il Centro Uomini Maltrattanti-Cam, prestando attenzione non solo alla donna vittima, ma anche all’uomo carnefice che maltratta, che necessita comunque di un intervento di professionisti qualificati, e pensiamo che Pescara è tra le 7 città italiane che si sono dotate di tale organismo”.

“Scuola e associazioni devono necessariamente intrecciare e coordinare la propria opera sul territorio – ha sottolineato il Presidente Fidapa Degli Eredi – perché la lotta contro la violenza di genere è soprattutto una lotta culturale”. “Oggi sappiamo che il trattamento sotto ogni profilo dell’uomo che si rende colpevole di una violenza di genere è fondamentale e strategico per porre fine al fenomeno – ha detto Rasetti responsabile del Centro Uomini Maltrattanti -, che ha purtroppo radici antiche, pensiamo che risale almeno a 40mila anni fa. Pescara si è oggi voluta dotare di un Centro, ovvero di un luogo fisico che si occupa di affrontare la problematica in modo professionale occupandosi in modo specifico dell’uomo-attore”.

“Sono troppe le motivazioni con le quali si tenta di giustificare l’ingiustificabile, ossia la violenza contro le donne – ha detto il vicequestore Bucci -, e tante ne ho sentite negli anni in cui dirigevo la Sezione Omicidi alla Squadra Mobile di Genova. In realtà il fenomeno prescinde dalla professione o dall’estrazione sociale dei soggetti coinvolti, e quasi sempre vedono protagonista un uomo incapace di accettare e gestire la fine di una relazione amorosa, e inizia con il cosiddetto stalking, che precede l’aggressione. Si muore più al nord che al sud, ovvero si muore più nei luoghi in cui le donne hanno conquistato una maggiore indipendenza, economica e affettiva, si muore meno dove le donne subiscono di più la violenza domestica, che spesso non è necessariamente connotata da percosse, ma piuttosto da una soggezione psicologica. Dovere della scuola è quella di costruire una cultura del rispetto, paradossalmente sostenendo anche l’uomo, il maschio, che oggi vive una crisi d’identità nell’individuare il proprio ruolo al di fuori degli schemi trasmessi dalla tradizione, schemi ormai caduti dinanzi a una maggiore indipendenza e capacità di autodeterminazione della donna”.

“Pescara – ha aggiunto la psicoterapeuta Capisciotti, vicepresidente di Ananke – è stata una delle prime città d’Italia a comprendere la necessità di lavorare sul tema della violenza contro le donne, che all’epoca sembrava comunque appannaggio di poche persone o di poche categorie sociali e per questo si scelse come sede della nostra Associazione il quartiere Rancitelli, pensando che solo tra quelle case popolari si potesse annidare il pericolo, e invece dopo vent’anni parliamo di oltre 35 Istituzioni coinvolte in una vera rete di primo livello che vede la presenza importante delle Forze dell’Ordine, Carabinieri, Polizia di Stato, Prefettura, Procura e Pronto soccorso. Nel 2007 abbiamo redatto la prima rilevazione del fenomeno incrociando i dati di Polizia con le refertazioni del Pronto soccorso che ci diede, per la prima volta, l’esatta dimensione di una problematica in costante crescita.  Domani, giovedì 25 novembre torneremo di nuovo in piazza per una giornata di sensibilizzazione attraverso la distribuzione del tradizionale sacchetto di pane a simboleggiare quanto possa essere comune la violenza contro le donne tra le mura domestiche e per la prima volta i nostri operatori e volontari saranno affiancati dagli studenti dell’Istituto Alberghiero ‘De Cecco’, la prima scuola a farsi coinvolgere in modo operativo. Oggi Ananke lavora accanto al Cam che è l’ultimo tassello di un Centro di recupero costituito da professionisti all’interno di un’unica grande rete che lavora nella stessa direzione, in modo equo, giusto, solidale, antidiscriminatorio. Certo è che della violenza contro le donne occorre avere il coraggio di parlarne 365 giorni l’anno, per ricordare alle giovani donne di tenere la guardia sempre alta, di conoscere bene i propri compagni di viaggio, di non andare mai alle feste senza un’amica che sia di supporto e con cui mettersi reciprocamente al riparo dall’uso di droghe dello stupro e altre sostanze”.

Intanto una classe dell’Istituto Alberghiero sempre domani sarà impegnata in piazza Salotto con il Camper Rosa della Questura di Pescara.

Si porgono distinti saluti

Pescara, 24 novembre 2021

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