cronaca

Barcone con 430 migranti a rischio naufragio, Alarm Phone: “Ci sono morti a bordo”

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Ci sarebbero “diversi morti a bordo” del barcone con oltre 430 migranti a rischio naufragio nel Mediterraneo. Lo annuncia Alarm Phone che aveva lanciato un appello alla guardia costiera italiana per chiedere il coordinamento dei soccorsi considerato che “la guardia costiera libica non ha le capacità per poter intervenire in uno contesto simile se non procurando altre perdite di vite umane”. Alarm Phone, la piattaforma internazionale di ricercatori e volontari che riceve gli Sos di imbarcazioni in difficoltà nel Mediterraneo e che è rimasta in contatto con i naufraghi per tutta la notte, nello specifico denuncia: “La barca si sta lentamente spezzando, imbarca acqua e sappiamo di diversi morti a bordo. Le autorità europee stanno monitorando, ma non soccorrono. Un naufragio sta accadendo sotto i vostri occhi”. Secondo le prime informazioni raccolte la barca si starebbe letteralmente disintegrando e diverse persone a bordo sono già morte. Ci sarebbero oltre cento persone nella stiva e in caso di naufragio morirebbero tutte all’interno. Tra gli oltre 430 migranti ci sarebbero anche tanti bambini e minori non accompagnati.

Il primo Sos di Alarm Phone alle autorità italiane era stato lanciato ieri mattina, chiedendo espressamente alla guardia costiera italiana di intervenire perché assetti navali libici o tunisini non sarebbero in grado di intervenire in questo contesto. “La guardia costiera può prevenire una grande tragedia”, aveva scritto Alarm Phone. Nella notte la conferma di quanto annunciato da Alarm Phone arriva proprio da parte delle autorità tunisine: “Alle 00.44 la Tunisia ci ha detto che non sarebbe stato possibile per loro condurre un’operazione di soccorso con più di 400 persone a bordo. In mattinata hanno mandato due dei loro assetti, ma non sono intervenuti. Le autorità tunisine ci hanno detto che stanno cercando di coordinare il caso con la guardia costiera italiana, ma a noi invece rispondono che non sono loro le autorità competenti”.

Il barcone dei 430 a rischio naufragio non è la sola imbarcazione in difficoltà nel Mediterraneo, sempre nella giornata di ieri Alarm Phone aveva segnalato un barcone con 85 persone che è stato attaccato da una motovedetta libica: “La guardia costiera libica sta sparando contro una barca in zona Sar Maltese. Abbiamo ricevuto una chiamata da persone in pericolo e dicono che la guardia costiera libica le sta inseguendo e sperando”.  Non si sa al momento che fine abbia fatto questa imbarcazione.

In attesa di un porto sicuro si trova la Sea Watch 4 con 475 persone a bordo, tra cui 143 minori non accompagnati. La nave della Ong tedesca ha portato a termine da giovedì scorso sette difficili operazioni di salvataggio ed è stata durante la missione minacciata da una motovedetta della marina militare libica che ha minacciato di sparare se non avrebbe lasciato la zona dei soccorsi. Durante le operazioni di salvataggio alcuni dei migranti si sono poi gettati in mare da una motovedetta della guardia costiera libica per essere soccorsi dalla nave umanitaria.

Rimangono ancora a bordo della Sea Watch 4 le 463 persone soccorse dalla nave umanitaria tedesca: in totale sono state evacuate 19 persone per motivi medici, 12 nella giornata di ieri tra cui otto donne in stato di gravidanza. La nave si trova al momento di fronte alle coste del Siracusano, le condizioni meteo marine sono in peggioramento, la Sea Watch 4 chiede nell’immediato l’assegnazione di un porto sicuro di sbarco.

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