cronaca

La protesta dei tassisti, tremila in corteo nel centro di Roma. Cori contro i giornalisti e Selvaggia Lucarelli

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Bandiere, petardi e inno nazionale nel centro di Roma, per la manifestazione indetta dai tassisti  contro il Ddl concorrenza e contro liberalizzazione delle licenze.  Il servizio è fermo da questa mattina alle 8 e lo sarà fino alle 22. Sono circa tremila i conducenti in piazza oggi. Il corteo, partito verso le 11:30 da piazza della Repubblica, sta attraversando il centro di Roma per arrivare in piazza Madonna di Loreto. I manifestanti scandiscono slogan contro il governo, contro i giornalisti “terroristi”. Se la prendono anche con Selvaggia Lucarelli. “Siamo tantissimi, mai stati così. Devono ascoltarci”, dicono i manifestanti scortati dalla polizia.  

“Siamo qui per difendere il nostro lavoro. Tra di noi ci sono realtà diverse e anche famiglie monoreddito”, spiega  Alessandro, 40 anni, tassista del ‘3570’. “Vogliono liberalizzare il mercato, noi siamo un servizio pubblico. Loro (il Governo, ndr) vogliono spostare l’attenzione dal trasporto pubblico al privato”, aggiunge Fabiano, 50 anni, anche lui iscritto al ‘3570’. “Noi siamo gestiti e regolamentati – spiega Erasmo, 53 anni -. Non ci si può improvvisare attraverso applicazioni”. Tanti i cori dei partecipanti, soprattutto contro l’azienda di trasporto privato Uber.

Strade chiuse e bus deviati

Per la manifestazione sono state chiuse alcune strade e deviati, invece, alcuni mezzi pubblici tra autobus e tram: 5, 14, 16, 40, 50, 51, 60, 64, 66, 70, 71, 75, 82, 85, 87, 105, 117, 118, 360, 590, 649, 714, 910 e H. Non solo: in caso di chiusure tra piazza Venezia, via del Plebiscito, via del Corso, via del Teatro Marcello e via Cesare Battisti, saranno deviate anche le linee 30, 44, 46, 62, 63, 80, 81, 83, 119, 160, 492, 628, 715, 716, 781 e 916.

Altissima l’adesione allo sciopero

Sorvegliati speciali rimangono Montecitorio e Ministeri, ma le forze dell’ordine tenteranno di evitare non solo situazioni di disordine, ma anche di maxi-assembramenti, alla luce dei contagi che si stanno rialzando. L’adesione allo sciopero che spacca in due la viabilità del Centro, comunque, è stata altissima, con tutte le sigle sindacali del comparto taxi che hanno espresso parere positivo. Protestano fondamentalmente contro il riordino dei servizi di mobilità urbana non di linea inseriti nel ddl Concorrenza e chiedono che non si avvantaggino, in qualche modo, le multinazionali.

“Saremo in tanti a manifestare a Roma –   aveva annunciato il segretario generale della Uil Trasporti Lazio Maurizio Lago e Alessandro Atzeni, coordinatore regionale del settore taxi  – per chiedere al governo lo stralcio dell’articolo 8 del ddl Concorrenza in cui, ingiustamente, sono stati inseriti anche i taxi. Azione ingiusta perché, come è noto, la direttiva europea Bolkestein esclude il servizio taxi dal campo della concorrenza, poiché inquadrato come servizio pubblico essenziale”.

E aggiungono: “Purtroppo stiamo rivivendo situazioni già vissute nel passato, ma siamo determinati per cercare di non arretrare di un solo passo in questa battaglia per la dignità e la sopravvivenza contro le spietate logiche di mercato”. Insomma: potrebbe non essere l’ultima manifestazione.

Selvaggia Lucarelli: “Preoccupa escalation di odio”

 “Da anni mi occupo di taxi sui giornali per cui ho scritto e ho denunciato comportamenti scorretti di alcuni tassisti, oltre a dichiararmi favorevole alla liberalizzazione” spiega Selvaggia Lucarelli.  “A giugno il presidente della cooperativa 3570 mi aveva minacciata apertamente dichiarando che ‘prima o poi la Lucarelli trovera’ qualcuno che le presenta il conto’. Giorni fa nelle chat dei tassisti e’ girato un mio falso tweet in cui ‘scrivevo’ che durante lo sciopero sarei salita su un Uber alla faccia dei tassisti, immagino fosse un’idea di qualche tassista per infervorare gli animi alla vigilia dei cortei”, conclude la giornalista.

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