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Scontro sui debiti del Comune, l’opposizione: «Rischio dissesto» 

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I consiglieri di minoranza presentano un esposto alla Corte dei conti: problemi con 4 transazioni La replica del sindaco Ferrara: martedì ce ne occuperemo in giunta, la situazione è sotto controllo

di Arianna Iannotti

CHIETI. Se il piano di riequilibrio pluriennale del Comune si regge anche sulle transazioni con i quattro grandi creditori dell’ente, allora quello presentato è «inattendibile» perché le transazioni, date per fatte dalla maggioranza, secondo l’opposizione invece non ci sono. Ed è quanto è stato segnalato alla Corte dei conti con un esposto firmato da tutti i consiglieri d’opposizione. Ieri mattina Mario De Lio (Udc), Carla Di Biase, Giuseppe Giampietro e Roberto Miscia (Fratelli d’Italia), Mario Colantonio ed Emma Letta (Lega), Serena Pompilio (Azione politica), Maurizio Costa (Forza Chieti) e Giampiero Riccardo (Chieti viva) ne hanno illustrato il contenuto. Secondo il sindaco Diego Ferrara, invece, «la situazione è sotto controllo».

«PIANO INATTENDIBILE» «Negli atti», dice De Lio, «le transazioni sono concluse, si parla infatti di “atti transati”. Ma in realtà non ci sono». E dunque, senza questi atti il piano di riequilibrio, vale a dire la strada scelta dall’amministrazione per non finire in dissesto economico-finanziario, «risulta inattendibile», sottolinea Colantonio, «la Corte dei conti, a cui spetta il compito di approvarlo, non potrà dare il proprio benestare». Ne consegue, chiude Di Biase, «che, se il Piano non verrà approvato, c’è il rischio concreto di dissesto. E non per i debiti che dicono di aver ereditato, ma perché non hanno saputo amministrare, non hanno saputo fare un piano di riequilibrio che sia attendibile».

DOVE SONO LE TRANSAZIONI? È la stessa Corte dei conti, si legge nell’esposto, che sottolinea come «un profilo che attiene alla corretta programmazione del rientro del deficit è quello che concerne il piano di estinzione dei debiti, che deve risultare da uno specifico accordo con i creditori e non essere oggetto di un mero atto unilaterale dell’ente. La mancata sottoscrizione, infatti, di un previo idoneo accordo con i creditori interessati costituisce carenza tale da rendere il piano di riequilibrio del tutto inattendibile». Ma di questo accordo con i creditori i consiglieri non hanno avuto traccia, nonostante mesi di richieste agli uffici e al segretario generale Celestina Labbadia. Eppure nei documenti del Comune si legge, nero su bianco, che le transazioni sono un atto concluso. Tanto che nell’avanzo «applicato al bilancio 2021 è ricompreso l’importo di 2.807.233 euro per fronteggiare le rate 2021 del contenzioso transato e definito nel Piano di riequilibrio e nel Rendiconto 2020».

QUATTRO GRANDI CREDITORI I grandi creditori sono Aca, Consorzio di Bonifica, Ato (Deco) e Banca Farmafactoring. I consiglieri di minoranza sono riusciti ad avere solo una bozza d’accordo tra Deco e Comune, priva però di ratifica; una proposta transattiva inviata dal Comune al Consorzio di bonifica, anche questa senza riscontro; un’altra proposta transattiva indirizzata a Banca Farmafactoring. Lo scorso 8 novembre, in una risposta al consigliere Costa, il Consorzio di bonifica confermava che «alla data di oggi non esistono atti sottoscritti per l’estinzione del credito vantato dall’ente consortile e maturato a seguito della depurazione delle acque reflue della città». Sempre Costa aveva ricevuto la stessa risposta anche per il debito Aca. Su queste basi l’opposizione chiede alla Corte dei conti «di accertare legittimità, regolarità, validità, trasparenza del Piano di riequilibrio, individuando eventuali responsabilità del Comune, in persona del sindaco, giunta, segretario generale e dei dirigenti coinvolti».

REPLICA FERRARA «Martedì prossimo, in giunta, ci occuperemo delle transazioni con tutti e quattro i grandi creditori dell’ente». È la replica del sindaco Ferrara che assicura che «la situazione è sotto controllo». Se, dunque, al momento le transazioni non ci sono, potrebbero esserci dopo la giunta di martedì prossimo. Anche perché, spiega il sindaco, «con due dei creditori, Aca e Consorzio di bonifica, non abbiamo solo debiti, ma anche crediti. E quindi dobbiamo creare un sistema di compensazione».

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