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Gli uomini violenti: fenomeno trasversale 

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L’identikit secondo Ananke: generalmente italiani tra i 40 e i 49 anni con un livello medio d’istruzione

PESCARA. Nell’ultimo anno, dal primo novembre 2020 al 31 ottobre 2021, sono state 262 le donne che si sono rivolte per la prima volta al centro antiviolenza Ananke. Il 2% in più rispetto all’anno precedente. Di queste, 177 sono state poi prese in carico. Nel numero sono comprese 40 donne che avevano iniziato il percorso già in precedenza. Nella stragrande maggioranza dei casi, per il 73%, le vittime di violenza sono italiane. Hanno per lo più una età fra i 40 e i 49 anni e con un livello di istruzione medio-alto (39%), anche se non mancano ragazzine di 17-18 anni o donne più mature. Sono generalmente italiani pure i maltrattanti, soprattutto partner o ex partner, con una età media fra i 40 e i 49 anni, un livello d’istruzione medio (26%) e nel 67% con un impiego. Un fenomeno trasversale che comprende tutte le condizioni sociali. È quanto emerge dai dati delle attività del Centro Ananke, diffusi alla vigilia della Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne, che si celebra oggi.

Per l’occasione, oltre a fornire una fotografia del problema attraverso i dati, il Comune di Pescara e in particolare l’assessorato alle Politiche sociali, guidato da Adelchi Sulpizio, ha lanciato la campagna di sensibilizzazione #365giorninoallaviolenza, che prevede iniziative per tutto l’anno.

Alla illustrazione dei dati e della campagna, hanno preso parte il presidente del Tribunale Angelo Bozza, la preside dell’istituto Alberghiero Alessandra Di Pietro e la presidente della commissione comunale Pari Opportunità, Maria Luigia Montopolino. Dai dati dell’ultimo anno, ciò che emerge è anche un aumento delle straniere che chiedono aiuto. In generale, il 44% di chi si rivolge al centro antiviolenza ha un lavoro, di queste circa un 42% ha una situazione economica precaria. In grande maggioranza sono donne con figli a carico (62%). Coloro che scelgono un percorso giudiziario e denunciano sono il 42%.

«Bisogna dire», sottolinea Doriana Gagliardone, presidente dell’Ananke, «che il Covid ha aiutato molte donne a prendere coscienza del vissuto di violenza e quindi a chiedere aiuto. Durante la pandemia abbiamo provato inoltre a sperimentare una accoglienza in emergenza, riuscendo a dare una mano, trovando loro una sistemazione, a 26 donne». Sia l’assessore Sulpizio che il presidente del Tribunale Bozza hanno sottolineato l’importanza, per combattere il fenomeno, di fare rete. E quindi la collaborazione fra istituzioni. Bozza ha ricordato che in Tribunale è attivo da un anno lo sportello antiviolenza.

«Come amministrazione», ha evidenziato Sulpizio, «stiamo portando avanti numerose iniziative. Fra queste, il centro Ascolto per Maltrattanti, a cui si sono già rivolte, per un percorso di recupero, sette persone». Uno sportello Ananke è stato aperto anche all’Istituto Alberghiero. (a.d.f.)

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