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Consiglieri dimessi, il prefetto nomina il commissario: è Papagni

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PENNAPIEDIMONTE. A Pennapiedimonte arriva il commissario prefettizio. A seguito delle dimissioni di 7 consiglieri comunali su 10, la prefettura ha sancito la fine dell’amministrazione del sindaco…

PENNAPIEDIMONTE. A Pennapiedimonte arriva il commissario prefettizio. A seguito delle dimissioni di 7 consiglieri comunali su 10, la prefettura ha sancito la fine dell’amministrazione del sindaco Levino Di Placido e l’arrivo di un commissario per guidare il piccolo centro montano fino alle prossime elezioni. «Il prefetto Armando Forgione», fa sapere una nota a firma del viceprefetto Gianluca Braga, «ha provveduto alla sospensione del consiglio comunale di Pennapiedimonte e alla nomina del commissario prefettizio nella persona del viceprefetto aggiunto Francesco Papagni, per la provvisoria amministrazione dell’ente, avviando nel contempo la procedura di scioglimento ai sensi dell’articolo 141 del Testo unico degli enti locali. Al commissario sono conferiti i poteri spettanti al sindaco, al consiglio e alla giunta comunale». Il commissario rimarrà fino alla prima tornata elettorale utile, quindi fino alla primavera del 2022.

Il terremoto politico era stato avviato a seguito dell’ultimo consiglio comunale prenatalizio, quando si sono dimessi l’ex assessore Rosalina Di Giorgio, l’ex vicesindaco Franco Perseo, l’altro ex vicesindaco Silvano Giangiacomo, i consiglieri di maggioranza Marcello De Vitis, Lisa Di Bello, Adriano Di Lorenzo e il consigliere di minoranza Emilia Bianco. In consiglio erano rimasti solo il consigliere di maggioranza Andrea Di Battista e i due di minoranza Giuseppe Carideo e Angela Di Placido: troppo pochi per far rimanere in piedi l’intera amministrazione. Le dimissioni sono state decise in protesta contro il sindaco, accusato di restare troppo tempo in Belgio, dove aveva vissuto e lavorato fino alla pensione. Di conseguenza il piccolo e suggestivo centro di 450 abitanti risultava, a detta dei dimissionari, abbandonato a se stesso. La scelta di Di Placido di aver voluto in giunta due assessori esterni, Pasquale Odoardi ed Emanuele Di Marco, è stata poi la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Di Placido ha detto di averli chiamati perché «sono professionisti esperti nel campo dell’economia, finanza, europrogettazione, cultura e turismo, proprio per essere pronto a gestire i nuovi bandi del Pnrr». Di Placido si è detto inoltre preoccupato per «la concreta possibilità di perdere le somme» di diverse opere pubbliche avviate. I dimissionari sono invece convinti che questa preoccupazione non esista, confidando nel commissario prefettizio. (a.i.)

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