cronaca

Gli auguri di un poliziotto penitenziario per il 2022: “la parola da sposare vorrei fosse Amore!”

gli-auguri-di-un-poliziotto-penitenziario-per-il-2022:-“la-parola-da-sposare-vorrei-fosse-amore!”

Gli auguri di un poliziotto penitenziario per il 2022: “la parola da far sposare per il nuovo anno vorrei fosse Amore!”. Riceviamo e pubblichiamo.

Nell’osservare un bellissimo dipinto realizzato da una ragazza originaria di Molina Aterno, un borgo della Valle Subequana in Abruzzo, mi ha attirato molto ciò che appariva su quest’ultimo vale a dire una parola scritta in una delle lingue più parlate al mondo, il cinese per l’appunto. Il vocabolo in questione è “Amore”. L’ho visto disegnato su uno sfondo dove a prevalere è il colore della speranza ovverosia il verde. Il tutto sembra essere stato fatto quasi a voler evocare un qualcosa di molto desiderato per il futuro e volto a capovolgere una situazione, quella attuale, che a livello sociale  sembra aver posto barriere alla vita affettiva oltre che  a farci vivere in una sorta di pessimismo cosmico e che molto sembra avere a che fare, almeno per quanto mi riguarda, con  passi di leopardiana memoria. Non ho dovuto impegnarmi a cercare di capire cosa significasse quella parola anche perché l’autrice del dipinto ha voluto fosse reso pubblico. Una parola, Amore appunto, che complice evidentemente la pandemia sembra cadere sempre più in disuso. Voi vi chiederete cosa me lo fa pensare tutto questo? Ebbene sì…quello che me lo rende fisso nella mia mente è ciò che mi ha visto riservare, guardando ciò che è accaduto girandomi attorno, l’anno che ci stiamo per lasciare alle spalle.

Mai come nei giorni che hanno caratterizzato il 2021, infatti,  mi è stato concesso di non vedere coltivare a dovere quello che dovrebbe essere invece il verbo più decantato in assoluto.

Il dipinto che ho avuto modo di rimirare sfogliando le pagine di uno dei più famosi social network, mi ha messo di fronte a questa cruda realtà. Nello stesso tempo, però,  mi ha permesso di capire, proprio attraverso la sua continua ed inesorabile diluizione nella società di oggi,  il reale valore di questa semplice parola ma dal significato immenso. Quello che considero sia uno splendido lavoro non solo d’arte ma anche e soprattutto di filosofia l’ho voluto fare mio. Ho chiesto ed ottenuto dall’autrice, ringraziandola per questo, il permesso di adottare il suo dipinto e di renderlo, quindi, esclusivo. L’ho voluto fare col fine precipuo di utilizzarlo quale mezzo di comunicazione nei confronti del mondo che mi circonda e,  attraverso la possibilità che mi dà l’Associazione alla quale sono particolarmente legato qual è l’International Police Association, farlo nei confronti di tutti gli amici poliziotti presenti nei cinque continenti della nostra amata Terra. Più amore e meno sofferenza.

In qualità di Poliziotto penitenziario ancor prima che componente di una delle più blasonate associazioni al mondo, questo è quello che auguro non solo ai miei colleghi poliziotti di tutto il mondo ma a tutti coloro i quali saranno capaci di trasformare in atti ciò che io, ammirandolo, ho visto disegnato sul dipinto della ragazza Subequana.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: