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Covid, ancora lunghe file e caos «Fino a 7 ore per un tampone» 

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Un’altra giornata campale tra l’area Fiera e il PalaMasciangelo: 3 ore di attesa per le vaccinazioni Progetto Lanciano: «La giunta si è aumentata lo stipendio ma non ha pensato ad allestire i bagni»

di Teresa Di Rocco

LANCIANO. Sette ore di fila per fare il tampone molecolare al drive-in, con prenotazione. Oltre 3 ore di fila per il vaccino, da non prenotato. Sono al collasso in città le postazioni drive-in per i tamponi e PalaMasciangelo per i vaccini. Presi d’assalto da Natale, stanno vivendo un fine anno drammatico. Personale stremato e gente in fila per ore. Ieri la fila al drive-in è iniziata all’alba, mentre al PalaMasciangelo alle 11, con apertura fissata alle 14.30. E in città alle proteste degli utenti, si aggiungono le polemiche della minoranza consiliare con Progetto Lanciano che attacca Asl, Regione e Comune, incapaci di gestire l’emergenza. La Asl risponde inserendo una semplice regola di accesso ai drive- in: prescrizione del medico o non si entra. E intanto i positivi in città schizzano sopra 200: sono 225.

DRIVE-INCirca 700 tamponi eseguiti ieri e martedì a fronte della metà fatta anche in tempi di maggior afflusso: sono i numeri a testimoniare il super lavoro al drive-in dell’area Fiera. E gli ultimi tre giorni sono stati i più duri, con attese di 6 e 7 ore per fare il tampone. E c’è anche chi non è riuscito a farlo. Ieri mattina, addirittura, la fila delle auto è iniziata alle 5, per i cancelli che si aprivano alle 8. E a fare la “levataccia” sono stati alcuni utenti del comprensorio. Attorno alle 12 c’è stato il tentativo della Asl di arginare l’assalto. Personale del 118 ha chiesto agli utenti se volevano spostarsi a Chieti, visto che il drive-in al PalaTricalle era vuoto. Alcuni hanno accettato e, supportati dai volontari del Nucleo operativo della sicurezza, dai dipendenti dei lavori socialmente utili del Comune, e dalle forze ordine – presenti polizia, carabinieri e vigili urbani – sono usciti dalle file. Altri hanno atteso, e c’è chi, con tanto di prenotazione, ha aspettato ben 7 ore per fare il tampone. «Sono arrivato alle 8.50 e uscito alle 15.50», dice un utente castellino, «e per fortuna le postazioni oggi erano due». Che hanno lavorato fino a sera nonostante i cancelli siano stati chiusi dalla polizia nel pomeriggio ai non prenotati, perché altrimenti non sarebbero bastati i tamponi.

LA MINORANZA CONSILIAREE il caos drive-in ha scatenato le polemiche di Progetto Lanciano. «I vertici di Asl e Regione, in due anni di Covid, non hanno fatto un passo avanti nella capacità di gestire le emergenze», attacca il movimento. «Ci sono famiglie con bambini, anziani, fragili costrette ad aspettare anche sei ore il proprio turno. Il picco di casi e di richieste di tamponi era ampiamente annunciato, ma Regione e Asl non sono state in grado di fare nulla: nel caso di Lanciano si stanno distinguendo per le informazioni contraddittorie date agli operatori e nessun intervento di supporto. Mancano tra l’altro i servizi igienici per chi aspetta il tampone: qui magari l’amministrazione poteva intervenire con il fondo di riserva usato per aumentare le indennità di giunta»

LA ASLE la risposta della Asl è arrivata nella mattinata con una nuova regola di accesso al drive-in: entra solo chi ha la prescrizione medica, senza è inutile mettersi in fila. Invece per le prenotazioni, possono evitarle i minori avendo uno spazio riservato tutti i giorni, dalle 8 alle 9. Nessun problema per chi è positivo al tampone antigenico perché per disposizione della Regione può evitare il molecolare. E proprio l’apertura del drive-in da parte della Asl stessa a chi aveva il tampone rapido positivo ha creato il caos. «Volevamo agevolare l’identificazione dei positivi», spiega il manager Thomas Schael, «ma si è tramutato a Lanciano in un accesso indiscriminato al drive-in».

PALA MASCIANGELOE ieri fila record anche per le vaccinazioni con utenti già alle 11 davanti i cancelli del palazzetto che apriva alle 14.30. «Ci siamo ritrovati in circa 1.000 in fila senza prenotazione», dicono alcuni volontari, «qualcuno poi è andato via. Abbiamo fatto 692 vaccini lunedì, 598 martedì e ieri 685». Numeri che non si registravano neanche quando la struttura era aperta l’intera giornata.

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