cronaca

Stabilizzati i precari della ricostruzione 

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Completato l’iter. Bergamotto: contratto definitivo dal primo gennaio. Pezzopane: obiettivo raggiunto

L’AQUILA. «Al primo gennaio 2022 il Comune non avrà un solo dipendente precario. A giugno 2017 erano 95. Oggi, dopo un percorso iniziato nel 2018, persone che vivevano instabilità professionali con l’Ente, conquistano finalmente il riconoscimento della dignità lavorativa». A darne notizia è lo stesso Comune che, attraverso l’assessore Fausta Bergamotto, annuncia che domani i cosiddetti precari della “ricostruzione”, impiegati nel Comune dell’Aquila e negli Uffici speciali, incontreranno i vertici dell’amministrazione e le strutture tecniche per ricevere le ultime indicazioni sulla presa di servizio dal primo gennaio.

«La collaborazione e l’interlocuzione costante con il dipartimento della Funzione pubblica, e con il ministro Renato Brunetta, hanno consentito di raggiungere un obiettivo strategico di questa giunta: azzerare il precariato», afferma Berganotto. «Già nel 2019, approvammo un primo parziale piano, con nostre risorse. Dopo il decreto “Agosto” del 2020, abbiamo iniziato una battaglia di territorio, promuovendo un’azione sinergica con Regione, Comuni del Cratere e sindacati. È stata questa unità che ci ha permesso di ottenere l’emendamento a firma di maggioranza e opposizione, approvato in Senato, in sede di conversione del decreto “Agosto”, e arrivare a fine novembre di quest’anno alla pubblicazione del Dpcm, su proposta del ministro Brunetta, con l’assegnazione delle risorse necessarie che ammontano a 2,5 milioni di euro».

Sulla vicenda interviene anche la parlamentare del Pd Stefania Pezzopane. «Quello raggiunto è un obiettivo politico, un traguardo a cui ho lavorato per anni, anche quando sembrava una missione impossibile. Ho curato, anno dopo anno, le loro proroghe, una dopo l’altra. Per anni potevamo solo prorogare i contratti perché l’allora decreto Brunetta impediva le stabilizzazioni nella Pubblica amministrazione. Solo grazie al centrosinistra e alla riforma Madia siamo riusciti a stabilizzarli sopprimendo quella legge. Con il presidente del Consiglio Mario Draghi e Brunetta, attuale ministro della Pubblica amministrazione, gli atti conclusivi e quindi la firma dei contratti».

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