cronaca

Corropoli 3puntozero, sulle sorti della Badia proponiamo sviluppi opposti al governo cittadino

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CORROPOLI – Si è svolto ieri l’ultimo consiglio comunale dell’anno con l’inserimento all’ordine del giorno del punto richiesto da Corropoli 3puntozero relativo alla situazione della Badia. Il commento di Corropoli 3puntozero: “Una figura pessima quella della maggioranza che, come al solito, invece di affrontare le problematiche e trovare possibili soluzioni, lascia tutto in mano al destino o come in questo caso ad un nuovo giudice. Si, perché il Comune ha deciso di fare ricorso. Ricordiamo che dopo 8 anni la causa contro la ASL si è conclusa con una disfatta del Comune che oggi ha deciso di fare semplicemente ricorso e lasciar passare molto probabilmente altri anni e aumentare le già ingenti spese. La sentenza è la conseguenza, soprattutto dalla incapacità di questa Amm.ne e di quella precedente, di seguire passo dopo passo l’iter difensivo, di far valere la propria posizione con atti, fatti e comportamenti che negli anni si sono verificati. Leggendo l’istruttoria, infatti, non possiamo non notare che la difesa di parte Comunale non ha messo in risalto tutta una serie di situazioni e valutazioni di carattere economico, di carattere storico e di carattere culturale che magari potevano indirizzare il Giudice verso una decisione diversa da quella presa. Vogliamo ricordare anche il fatto che la Badia, una volta cessata l’attività di centro antitubercolare nel lontano 1979, rimaneva come struttura scolastica/collegiale e pertanto la ASL non aveva più alcun interesse nei confronti di questo bene. Fare ricorso adesso significa non poter presentare nessuna altra documentazione a corredo e questo può far ipotizzare solo una sentenza identica a quella già ottenuta. Significa soltanto non assumersi la responsabilità e lasciar passare altro tempo con ulteriori conseguenze economiche a nostro carico. Quello che proponiamo è prendere in mano la situazione, chiedere un confronto con la ASL che risulta essere disponibile e insieme trovare un modo per recuperare un bene di così alto valore storico, culturale e sociale e renderlo alla comunità locale e non solo, con servizi e attività di cui i cittadini possono usufruire. Proseguire nel ricorso in appello, muro contro muro, nella presunzione e nell’arroganza di stare sicuramente dalla parte della ragione potrebbe essere cosa pericolosa di cui doverci pentire nel futuro prossimo“.

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