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Veglioni nei locali: disdette al 70 per cento 

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Armenti (Confcommercio): brusco stop dopo un inizio dicembre spumeggiante, vanificati i nostri sforzi

PESCARA. Disdette al 70 per cento da parte degli utenti e sempre più ristoranti che hanno deciso di annullare i cenoni della notte di San Silvestro. Quello che doveva essere un Capodanno di ritorno quasi alla normalità, ha preso una piega inaspettata. «I dati raccolti da Pescara e provincia ci dicono che la voglia di festeggiare era alta», spiega Gabriele Armenti, presidente ristorazione & banqueting di Confcommercio Pescara. «Dopo un inizio di dicembre spumeggiante abbiamo avuto un primo arresto con relative disdette per il green pass rafforzato, che obbliga a casa alcuni componenti non su base percentuale ma in maniera esponenziale. Se anche un solo componente della famiglia non ha il vaccino», chiarisce Armenti, «l’intera famiglia rinuncia al pranzo o alla cena fuori». A modificare lo scenario anche le novità introdotte dal governo centrale il 23 dicembre con il decreto festività, che ha imposto nuovamente lo stop alle discoteche e dunque ha rivoluzionato anche le tipologie di serate organizzate da tanti locali per festeggiare la fine dell’anno.

«Immediatamente dopo si è innescata la macchina del terrore mediatico che ha portato con sé la maggior parte delle disdette e per finire l’abolizione del ballo che ha dato il colpo di grazia», va avanti. Numeri alla mano, Armenti parla di «un dicembre triste se consideriamo che nello stesso mese nel 2019 abbiamo fatto il 20 per cento del fatturato annuo, e in questo anno non sfioriamo nemmeno il 10 per cento. È ancora più drammatica la situazione per il veglione di fine anno dove le disdette hanno sfiorato il 70 per cento. Sembra vanificarsi tutto lo sforzo fatto in precedenza per restare aperti e poi vedersi chiudere latentemente», conclude il referente. (m.pa.)

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