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DA BOOM PRESENZE SU PISTE A DISDETTE NEI LOCALI: “TURISMO MORDI E FUGGI” SU MONTAGNE ABRUZZESI

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L’AQUILA – Boom di presenze sulle piste da sci ma tra restrizioni e incertezze a prevalere è ancora un turismo “mordi e fuggi” che non riesce a rimettere in moto un settore in grave sofferenza da due anni a causa della pandemia.

È la fotografia scattata sulle montagne abruzzesi, prese d’assalto da migliaia di turisti in questi giorni di festa e che pure, riferiscono gli addetti ai lavori, non riescono a segnare un punto di svolta nella tormentata ripartenza del turismo invernale.

Invase da sciatori le località più imoprtanti, come Campo Imperatore, dove negli ultimi giorni si registrano migliaia di presenze con file chilometriche a Fonte Cerreto, base della funivia. Diversi turisti e anche tante famiglie originarie delle zone montane che hanno riaperto le seconde case nelle altre località montane che sovrastano L’ Aquila, collegate o sede di stazioni invernali con impianti di risalita in funzione con neve meno copiosa del Gran Sasso: in particolare, i comuni di Rocca di Mezzo e Ovindoli serviti per gli sciatori dalla stazione Monte Magnolia in quest’ultimo centro, e Rocca di Cambio, il comune più alto dell’Appennino con i suoi 1.434 metri.

“Gli impianti sono pieni ma la gente sale e poi va via in giornata – spiega ad Abruzzoweb Simone Pietrantoni, titolare del pub Mister 88 ad Ovindoli, locale che gestisce da 7 anni – In giro non ci sono le presenze che c’erano prima della pandemia, neanche quest’anno ci siamo avvicinati ai tempi pre-covid e in molti casi fioccano le disdette. Se è vero che nel periodo delle feste si sono registrate molte presenze sulle piste, a beneficiarne non sono state sicuramente le strutture ricettive. Tanti sciatori si portano il pranzo al sacco, magari si appoggiano alle seconde case. Ma, anche in questo caso, non vediamo lo stesso movimento degli altri anni. Poi ci sono i controlli continui che ‘spaventano’ proprietari di attività e avventori, con regole che cambiano ormai quotidianamente. La situazione è ancora delicata, tanto che molti di noi preferibbero restare chiusi. Certo, non tutti possono permetterselo, e in qualche modo guadagnare qualcosa è sempre meglio di niente”.

Un trend che conferma le previsioni dei gestori prima di Natale. Come riferito nei giorni scorsi da Ada Fiordigigli, dell’albergo di Fonte Cerreto: “siamo a un quarto delle prenotazioni che avevamo negli anni passati. Se viaggiavamo sulle 150 persone ora ne ho una trentina. Per Capodanno a metà, vedremo se dopo Natale ci sarà qualche prenotazione in più. Il virus incide ma anche i problemi che ci sono”.

Se nelle strutture ricettive il bilancio sembra non essere dei migliori, sulle piste da sci si registra il pienone, almeno in questi giorni di festa.

Le presenze riguardano in particolare turisti o appassionati di sport sulla neve e che nell’Aquilano sarebbero anche la conseguenza legata al fatto che nelle località del territorio la neve è caduta in maniera sufficiente alla preparazione delle piste, tra i pochi esempi nell’Appennino.

Per gli sciatori “è una situazione anomala per Campo Imperatore, di solito non affollatissima, scelta da migliaia di persone perché è l’unica in Appennino che ha neve in abbondanza. Si scia benissimo e il tempo è splendido”.

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