cronaca

Gimbe, il virus corre: in una settimana +49% dei casi. Ma oltre due milioni di over 50 non sono vaccinati

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Il virus corre in Italia. Lo sottlineano i dati emersi dal monitoraggio della Fondazione Gimbe. Dati che rilevano, nella settimana 5-11 gennaio rispetto alla precedente, un netto aumento di nuovi casi (1.207.689 vs 810.535) e dei decessi (1.514 vs 1.102). E sono in forte crescita anche i casi attualmente positivi (2.134.139 vs 1.265.297), le persone in isolamento domiciliare (2.115.395 vs 1.250.993), i ricoveri con sintomi (17.067 vs 12.912) e le terapie intensive (1.677 vs 1.392). Ma nonostante la corsa del virus, spinta in avanti dalla variante Omicron, nel nostro Paese, rivela sempre la Fondazione, sono ancor 2,21 milioni, gli over 50 anni che non hanno ancora ricevuto nessuna dose di vaccino anti-Covid. Ma nella settimana 3-9 gennaio 2022, sono stati solo 73.690 i nuovi vaccinati in questa fascia di età, per la quale è stato introdotto l’obbligo in base alle ultime norme introdotte dal Governo.  “Nell’ultima settimana – come spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – si è registrata un’ulteriore impennata di nuovi casi che hanno superato quota 1,2 milioni, con un incremento che sfiora il 50% rispetto alla settimana precedente e una media mobile a 7 giorni che aumenta da 128.801 del 5 gennaio a 172.559 l’11 gennaio (+34%)”. Nella settimana 5-11 gennaio in tutte le Regioni si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi: dallo 0,5% dell’Umbria al 208,7% della Liguria.

“Aumentano ancora – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe – i posti letto occupati da pazienti Covid: rispetto alla settimana precedente +20,5% in area medica e +32,2% in terapia intensiva”. All’11 gennaio, il tasso di occupazione nazionale da parte di pazienti Covid è del 26,6% in area medica e del 18,2% in area critica. Ad eccezione di Molise e Sardegna, tutte le Regioni superano la soglia del 15% in area medica, con la Valle d’Aosta che raggiunge il 53,5%; ad eccezione di Basilicata, Molise e Puglia tutte superano la soglia del 10% in area critica, con la Provincia di Trento che si attesta al 31,1%. “Aumentano gli ingressi giornalieri in terapia intensiva – puntualizza Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione Gimbe – la cui media mobile a 7 giorni sale a 146 ingressi/die rispetto ai 125 della settimana precedente”. “Le elevate coperture vaccinali – spiega Cartabellotta – ammortizzano in maniera rilevante l’impatto della circolazione virale sui servizi ospedalieri. Ma l’enorme quantità di nuovi casi in continua crescita sta progressivamente saturando gli ospedali sia perché ‘incontra’ una popolazione suscettibile troppo numerosa (2,2 milioni di 0-4 anni non vaccinabili, 8,6 milioni di non vaccinati e oltre 15 milioni in attesa della terza dose) sia, in misura minore, per i fenomeni di escape immunitario della variante omicron”.

 L’enorme quantità di nuovi casi “incontrando una popolazione suscettibile troppo numerosa, sta progressivamente saturando gli ospedali, di conseguenza, molte regioni si avviano verso la zona arancione entro fine mese” aggiunge Cartabellotta facendo il punto sui posti letto ancora disponibili che, in caso di occupazione da parte di pazienti Covid, porterebbe ciascuna Regione in zona arancione al netto di un eventuale incremento dei posti. Calabria e Piemonte sono a zero posti disponibili in intensive e in area medica, Liguria zero area medica e un posto in intensiva, Sicilia zero in area medica e 4 intensive.

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