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Green pass e furbetti in Comune:  «Controllate politici e dipendenti» 

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Il presidente della commissione Vigilanza Saccone: «Persone non in regola: ora vogliamo chiarezza» Stamattina la riunione con il segretario generale per conoscere le procedure di verifica dei certificati

di Antonella Luccitti

MONTESILVANO. Furbetti del Green pass a palazzo di città? È questa la voce che da qualche giorno si rincorre dentro e fuori il municipio di Montesilvano dove, secondo alcuni, qualche dipendente e qualche consigliere comunale sarebbero risultati non in regola con la certificazione verde. Per far luce su tale sospetto, il presidente della commissione Vigilanza, il democratico Antonio Saccone, ha convocato per questa mattina una seduta in cui ha richiesto la partecipazione del segretario generale, nonché dirigente al personale, Angela Erspamer, o in alternativa del dirigente Alfonso Melchiorre. «Non vogliamo puntare il dito contro nessuno», chiarisce il consigliere comunale del Pd, «ma dal momento che ci sono queste voci che ormai stanno diventando sempre più insistenti, ci teniamo a fare chiarezza, sperando che si tratti di semplici pettegolezzi privi di fondamento».

Saccone preferisce non entrare nel dettaglio dei rumors, ma pare che qualche consigliere nei giorni scorsi abbia esibito una certificazione non valida nel corso delle verifiche. Così come sembra che anche qualche dipendente comunale sia stato sanzionato per non aver rispettato la legge in tema di Green pass. «Come consiglieri comunali», spiega Saccone, «siamo assimilati ai dipendenti comunali per cui, per poter fare le riunioni di commissioni o ai consigli, dobbiamo avere il Green pass base che poi diventerà rafforzato per gli over 50 a partire da febbraio». Come aveva evidenziato lo stesso segretario generale alla vigilia dell’introduzione del Green pass obbligatorio sul luogo di lavoro, lo scorso 15 ottobre, a palazzo di Città sono in particolare 145 i lavoratori al servizio del Comune e 175 i dipendenti dell’Ente strumentale interessati. «Per i dipendenti», aveva spiegato Erspamer, «andiamo verso un controllo automatizzato attraverso una delle modalità che stiamo individuando. Le alternative al vaglio sono o l’accesso al software che mette a disposizione l’Inps, oppure modalità analoghe che stiamo verificando. Nelle more della definizione di questa modalità automatizzata, che prevede il controllo a tappeto di tutti i dipendenti quando entrano in servizio, faremo invece un controllo a campione nella misura di almeno il 20% di dipendenti presenti. In qualità di segretario generale, che è il dirigente apicale individuato dalle linee guida per gli enti locali, delegherò tutti i dirigenti che saranno responsabili di questo controllo nei riguardi dei propri dipendenti».

Proprio per avere maggiori delucidazioni su tali controlli e sugli esiti delle verifiche, la minoranza ha deciso di convocare il segretario generale in commissione. «Vogliamo solo conoscere meglio il funzionamento di queste procedure», prosegue Saccone, «anche in vista delle nuove norme che tra qualche settimana introdurranno delle novità per chi ha più di 50 anni».

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