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Si schianta contro un albero e muore 

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Enzo Proietto finisce in una scarpata: inutili i soccorsi degli amici con cui aveva trascorso la serata in un bar di Villamagna

di Gianluca Lettieri

RIPA TEATINA. L’auto che finisce fuori strada in un tratto in salita, il volo nella scarpata, lo schianto contro un ulivo. I primi a soccorrere Enzo Proietto, 60 anni di Ripa Teatina, sono stati gli amici che avevano trascorso la serata con lui in un locale di Villamagna: respirava ancora, ma è morto poco prima dell’arrivo del 118 per le gravi ferite riportate nell’incidente avvenuto in contrada Foreste, sulla provinciale. La vittima, impegnata saltuariamente in lavori agricoli, percepiva il reddito di cittadinanza e viveva in una casa comunale di via Piancatello. Lascia il figlio Cristian, 33 anni, che abita a Pescara, e la figlia Luana, 27 anni, residente a Francavilla.

LA RICOSTRUZIONE

In base a una prima ricostruzione, Enzo ha passato qualche ora in allegria, con gli amici di sempre, in un bar della Val di Foro. Quando ormai era notte fonda, si è messo al volante della sua Citroen Saxo di colore grigio, vecchio modello, avviandosi verso casa: in macchina con lui non c’era nessuno. Gli amici lo seguivano a bordo di altre auto. La tragedia si è consumata verso le 2. All’improvviso, per cause che mai nessuno potrà affermare con certezza, Proietto ha infatti perso il controllo del veicolo sterzando verso sinistra e finendo in un dirupo. La Citroen ha terminato la sua corsa contro un albero. Gli amici, che percorrevano la stessa strada, hanno capito immediatamente la gravità della situazione.

I SOCCORSI

Sul posto si sono precipitati gli operatori del 118, i vigili del fuoco del comando provinciale di via Masci e i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Chieti. Ma per Enzo non c’è stato niente da fare. Fin da subito, la dinamica dell’incidente è apparsa chiara: il corpo, su disposizione del pm di turno, il sostituto procuratore Giancarlo Ciani, è stato restituito alla famiglia.

IL RICORDO

Gli amici del bar Italia ricordano Enzo con un manifesto funebre. «Lo conoscevo da una vita», racconta il titolare, «precisamente da 47 anni, ovvero da quando abbiamo inaugurato il nostro locale. Era una persona di famiglia». La camera ardente è stata allestita nella chiesa Madonna della Pietà (ex convento). L’ultimo saluto ci sarà domani, alle 9.30, nella chiesa di San Pietro Apostolo.

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