cronaca

Villa comunale, opere catalogate «Il Comune sa dove trovarle»  

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Il prezioso materiale della struttura chiusa per lavori nel 2016 è sparso in diverse sedi periferiche Identificati libri antichi e quadri di Pasquale e Raffaello Celommi. La curatrice Di Ilio: è tutto timbrato  

di Luca Venanzi

ROSETO . «Prima del 2016 non era stata fatta nessuna catalogazione delle opere e dei libri custoditi nella villa comunale fino a poco prima dell’inizio dei lavori. Ora è tutto catalogato però, e il Comune ha la carta d’identità di tutti i libri e le opere». A sostenerlo è Gaia Di Ilio che nel 2016 a ottobre, mentre stava svolgendo il servizio civile alla biblioteca comunale, fu incaricata dal Comune della catalogazione delle opere e dei volumi preziosi, effettuata insieme ad altre tre operatrici culturali. Tutto il materiale però era stato già trasportato al Cisia di Mosciano, a Montepagano e in parte anche all’autoporto e così Di Ilio è stata costretta ad andare in ognuno di questi luoghi per cercare i vari lasciti e inventariarli.

«È stato fatto un inventario», racconta Di Ilio, «attraverso il procedimento di biblioteconomia con il registro inventariale da biblioteca e il timbro dell’ente. Abbiamo inventariato la biblioteca storica Scialletti, vidimandola con il timbro a secco, perché sono libri antichi, e ogni volume ha il suo numero che identifica l’opera e la rende tracciabile. Sono stati catalogati anche la biblioteca dello spettacolo, i libri dell’istituto dialettologico Abruzzo e Molise, e il lascito D’Ilario». Per quanto riguarda l’autoporto, invece, Di Ilio afferma che ha visto sedie e mobili di poco pregio accatastati, ma non sa se ci siano o meno volumi preziosi all’interno. «Le opere d’arte invece», continua, «ovvero i quadri di Pasquale e Raffaello Celommi, erano già a Villa Paris prima dell’inizio dei lavori alla Villa. Anche queste opere non erano mai state inventariate dall’ente e così abbiamo catalogato anche quelle».

Nel 2016 la Villa è stata chiusa per i lavori di adeguamento sismico (quasi conclusi ora) e tutto il materiale presente all’interno, tra libri, quadri, documenti e mobili, è stato trasferito e dislocato in vari edifici del territorio comunale e non. La biblioteca Scialletti ad esempio, acquistata dal Comune di Roseto nel 2002 per la somma di 60 milioni di lire, che raccoglie oltre milleseicento volumi e racconta l’evoluzione culturale di una famiglia di notabili che ha dato alla città maestri, avvocati, prelati, farmacisti e un sindaco, Vincenzo Scialletti, che guidò Montepagano all’inizio del ‘900, è al Cisia di Mosciano, mentre i quadri sono custoditi a Villa Paris. Tutti gli altri libri e documenti sono stati portati negli scatoloni all’ex scuola elementare di Montepagano, ma probabilmente altri volumi preziosi sono all’autoporto. Di Ilio comunque ha scritto una lettera all’attuale amministrazione comunale. «Ho precisato nella lettera che le opere sono tutte inventariate e catalogate», conclude Di Ilio, «e quindi l’ente è al corrente di dove sono i libri e le varie opere».

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