cronaca

FOTO | Rocche di Civitella del Tronto, nasce il Comitato Patrimonio Rurale

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ROCCHE DI CIVITELLA DEL TRONTO – Per la prima volta nella storia di un paese come Rocche di Civitella del Tronto, in provincia di Teramo si sente l’esigenza di far nascere un Comitato il cui obiettivo è quello nobile di recuperare, salvaguardare e tutelare tutte le opere storiche, artistiche, architettoniche che possono raccontare e offrire testimonianza di un tempo ormai passato in un territorio contadino importante e di tradizione come quello abruzzese.

Lo spunto parte in occasione di una vendita di un fontanile/lavatoio che avrebbe dovuto realizzarsi tra il Comune di Civitella e un privato. Avendone ricevuto notizia, alcuni sostenitori della valorizzazione del territorio hanno ben pensato di costituire un gruppo attivo nella protezione e trasmissione alle future generazioni delle tradizioni radicate nel territorio e patrimonio culturale dello stesso.

Si è proceduto intanto nel richiedere l’annullamento in autotutela della delibera allo scopo di impedire che beni pubblici storici possano essere alienati e tolti dalla disponibilità della cittadinanza e possano al contrario essere restaurati e utilizzati a fini didattici e a sostegno del turismo come è già avvenuto ad esempio per il fontanile di Nereto.

A seguire la lettera che è stata inviata al Comune di Civitella con all’interno contenuta una piccola documentazione storica di come furono effettuati degli interventi per permettere alle donne del paese di lavare più comodamente i panni laddove veniva utilizzato prima un ruscello a differenza delle prime lavatrici elettriche di città.

In data 1° maggio 2022, con sede in Rocche di Civitella, si costituisce un Comitato che si prefigge l’obiettivo di salvaguardare e tutelare il Patrimonio rurale, storico e artistico.

Nel caso specifico la costituzione di suddetto Comitato si prefigge la salvaguardia e la tutela di un bene che costituisce essere ancora patrimonio comunale.

E più approfonditamente in relazione alla sdemanializzazione e alienazione (come da delibera citata) di una piccola area sita in Rocche Ceppino, adiacente la strada centrale della frazione adibita, all’epoca della sua realizzazione, a fontanile e lavatoio di uso pubblico.

Si riporta qui di seguito un piccolo stralcio di come e perché fu realizzato:

il manufatto è costituito dal fontanile, dietro al quale sorge una vasca lavatoio, il tutto sormontato da una copertura a capanna, per una superficie totale di circa 6 mq.

Il fontanile, a memoria di alcuni anziani abitanti della frazione di Ceppino, in origine era collocato lungo la strada che collega la chiesa di Santa Felicita alla frazione Ceppino.

Nel 1960-1965 un abitante di Rocche ne chiese lo spostamento, in quanto ostacolava l’ingresso dei mezzi agricoli nel suo campo.

Venne quindi ricollocato nella posizione attuale. Il Comune fornì inoltre la vasca per il lavatoio e il materiale per la copertura. Tre abitanti di Ceppino, Vittorio Durante, Sesto Orsini e Alvaro Di Francesco lavorarono gratuitamente per la realizzazione del manufatto così come lo vediamo, provvedendo anche alla fornitura di mattonelle e cemento.

L’opera apportava un miglioramento delle condizioni di vita, in questo caso delle donne di Ceppino, che, prima di questa realizzazione, erano costrette a lavare i panni, o presso il ruscello, o presso il lavatoio lungo la via Nazionale.

Da notare come la storia del piccolo manufatto testimonia le peculiarità socio-economiche di quel periodo degli anni Sessanta, quando, mentre nella città l’avanzamento tecnologico portava nelle case le lavatrici, nelle campagne ci si serviva ancora dei lavatoi comunitari e se ne costruivano di nuovi.

Il luogo del lavatoio, inoltre, costituiva un luogo di incontro per le donne, che si passavano le notizie del paese.

Il manufatto in sé non ha pregi artistici, costituisce però la testimonianza di un’epoca relativamente recente, ma materialmente molto lontana, vista la velocità dei cambiamenti che dagli anni Sessanta in poi si succedettero nelle abitudini quotidiane delle famiglie.

Costituisce quindi un elemento materiale della memoria collettiva del periodo agricolo-pastorale oggi difficilmente riconoscibile in altri manufatti.

Per riprendere la delibera:

“Il fontanile non è più utilizzato per la sua funzione originaria e non assolve più alla sua funzione di uso pubblico”

Tale affermazione non è condivisa dalla comunità locale, anzi vi è decisamente a riguardo un totale disaccordo con l’affermazione in questione, in quanto il manufatto insistente sull’area, costituisce di per sé e in armonia con l’ambiente circostante, quell’evidente testimonianza di come si svolgeva la vita sociale delle precedenti generazioni (come brevemente spiegato nell’excursus storico) con utile scopo didattico per le future, nonché fornisce ancora rappresentazione visiva e tangibile di quel patrimonio, memoria nel tempo sia per i locali che per i visitatori, della vita vissuta nel contesto rurale di riferimento che era una realtà agricola contadina abruzzese assai significativa, delineando così pure un indubitabile carattere di interesse turistico.

Viene riportato inoltre, sempre sulla delibera:

“Che l’alienazione dell’area di che trattasi non pregiudica l’interesse della collettività”

Tale affermazione è da noi considerata del tutto falsa, poiché alla collettività verrebbe a mancare quel bene da tanti anni costituito e riconosciuto tale come appartenenza propria e di interesse pubblico e che tale vogliamo che resti, in quanto memoria con valore storico che va a convalidare la conoscenza di tradizioni, di usi e costumi di una civiltà seppur passata, ma mai dimenticata o comunque da dimenticare.

Considerato quanto sopra e a tale riguardo ci opponiamo alla delibera assunta e ne richiediamo l’annullamento in autotutela.

Con l’occasione, sempre considerando il valore storico del manufatto, impegniamo il Comune a farsi parte diligente per una sua sistemazione e adeguata valorizzazione e proponiamo allo stesso di provvedere alla ricollocazione dell’intero complesso in un’area pubblica diversa, quale ad esempio la piazza antistante la chiesa di Santa Felicita, con suo riallaccio alla rete idrica per una fruizione e uso calibrati.

Tutto questo non può essere cancellato dalla memoria di un paese e funga invece da interesse per i locali, i visitatori e i posteri. 

GUARDA LE FOTO DEL FONTANILE 

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