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Sasi, si vota per la presidenza: c’è una lista contro Basterebbe 

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I sindaci degli 87 comuni serviti si ritrovano per l’approvazione del bilancio con 5 milioni di attivo Il vertice uscente tenta la riconferma, ma il centrodestra è pronto a schierare i propri rappresentanti

di Teresa Di Rocco

LANCIANO. È il giorno del rinnovo del consiglio di amministrazione della Sasi. I sindaci degli 87 comuni serviti dalla società si ritroveranno al Polo Museale alle 16 prima per l’approvazione del bilancio 2021, e poi per decidere se dare di nuovo fiducia alla guida attuale con Gianfranco Basterebbe presidente e Corrado Varrati e Maira Roberti come consiglieri, oppure cambiare. E se fino a pochi giorni fa sembrava scontata la conferma, in primis di Basterebbe alla presidenza – e sarebbe il suo terzo mandato consecutivo essendo in carica dal 2016 – e addirittura la presenza di una sola lista ad indicare l’unità dei sindaci nella scelta, oggi invece le cose sembrano cambiate: ci sarebbe una seconda lista, di centrodestra, pronta a sparigliare le carte. Non tanto per la presidenza, perché i numeri sono a favore dei sindaci di centrosinistra che appoggiano Basterebbe, quanto per i consiglieri. Malumori si sono registrati infatti su Corrado Varrati (Lega) che non avrebbe fatto una concreta opposizione, mentre un cambio il Pd lo chiederebbe per la consigliera Roberti (biologa di Lentella in quota al centrosinistra).

Il cda risponderà con i numeri alle critiche piovute in particolare da cittadini stremati per i continui razionamenti idrici. Basterebbe ha parlato nei giorni scorsi di «numeri e progetti fatti in Sasi che indicano che abbiamo svolto un buon lavoro». E i numeri sono nel bilancio che chiude con 5 milioni di attivo, con oltre 2 milioni di recupero crediti da morosi, (il quadruplo di quanto incassato nel 2016, ad inizio mandato); con debiti scesi da 24 a 18 milioni; con 12 milioni spesi per le manutenzioni ordinarie e 14 milioni per le straordinarie. Ma ai numeri fanno da contraltare le proteste dei cittadini, con rimostranze fatte anche ai sindaci, per i tanti problemi nella gestione della acqua degli ultimi due anni: chiusure continue, non solo di notte, con una trentina di comuni, tra cui Lanciano con le sue contrade, allo stremo; condotte colabrodo che perdono il 70% dell’acqua trasportata; rotture continue; mancati avvisi, anche per le chiusure programmate; disagi che hanno portato molti a chiedere le dimissioni dell’attuale cda. E ai numeri di Basterebbe, che ha parlato pure di nuovi progetti per le reti con il Pnrr per 41,5 milioni e riparazioni che nel vastese hanno ridato acqua a quasi 20mila utenti, rispondono i numeri degli interventi sulle reti (con conseguenti rubinetti a secco) nei primi 3 giorni di maggio: rotture improvvise a Lanciano centro, Atessa, Torino di Sangro, San Vito, Frisa e Casacanditella; interruzioni del servizio a Monteodorisio e interruzioni programmate dal 2 al 9 maggio a Vasto, Cupello, Fresagrandinaria, Furci, Gissi, Giuliano Teatino, Pollutri, Scerni e San Salvo. Numeri e problemi che bisogna vedere come saranno letti e valutati dai sindaci che nel 2016 siglarono un patto di ferro, tanto che ci fu una sola lista e il nuovo cda (il primo dell’era Basterebbe) fu eletto in 5 minuti, nel 2019 invece ci fu battaglia, le liste furono due e il centrodestra rischiò pure dir stare fuori dal giro. Anche oggi le liste dovrebbero essere due, ma la presidenza, a meno di colpi di scena, dovrebbe restare a Basterebbe.

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