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Anche in Giappone le imprese sperimentano la settimana lavorativa di 4 giorni

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Dopo il Belgio, la Scozia e la Spagna, anche il Giappone sta adottando la settimana lavorativa di quattro giorni.
Lo riferisce la stampa giapponese, secondo cui molte aziende considerano tale opzione un aiuto per attrarre nuovi talenti o mantenere quelli esistenti.
L’ultima tra le grandi aziende giapponesi ad aver abbracciato l’iniziativa è la Panasonic Holdings Corporation, la quale ha annunciato che la settimana lavorativa di quattro giorni verrà messa a disposizione di alcuni dipendenti entro la fine dell’anno fiscale appena iniziato.
L’annuncio di Panasonic è arrivato dopo che lo scorso anno il governo giapponese ha incoraggiato la riduzione dei giorni lavorativi nelle linee guida di politica economica, affinchè i dipendenti abbiano più tempo da dedicare all’educazione dei figli, alla cura dei familiari anziani e ad attività di volontariato.
Panasonic non è la sola in Giappone ad aver adottato questa policy, anche se su base sperimentale. Si unisce ad altre aziende tra cui il conglomerato Hitachi Ltd., Mizuho Financial Group Inc. e Fast Retailing Co., l’operatore della catena di abbigliamento Uniqlo.
Tuttavia, una simile rivoluzione appare sospetta un Paese come il Giappone, famoso per essere la patria dei salaryman, lavoratori che si addormentano stremati nei luoghi pubblici a causa dei ritmi di lavoro frenetici, e del drammatico fenomeno conosciuto come”karoshi”, morte per eccesso di lavoro.
Una cultura del lavoro sfiancante, catturata dagli scatti del fotografo Kenji Kawamoto che ritraggono studenti e lavoratori giapponesi intenti a schiacciare un pisolino in pubblico, il cosiddetto “inemuri“, l’abitudine diffusa e socialmente accettata di addormentarsi nei luoghi più improbabili, dalla metro, al ristorante, all’ufficio.
Davanti a una cultura del lavoro tanto rigida, si teme che nella realtà i lavoratori, posti di fronte alla possibilità di scegliere tra 4 o 5 giorni di lavoro la settimana, finiscano per non usufruire di questa possibilità per paura di essere malvisti dai colleghi e dall’azienda. La settimana lavorativa breve non è l’unico tentativo del governo Giapponese di contrastare tali comportamenti Nel 2017, per esempio, promosse l’iniziativa del Premium Friday, cioè l’uscita anticipata alle 15:00 del venerdì pomeriggio. Due anni dopo, però, alcuni studi riportarono che solo l’11% dei lavoratori usufruiva di questa possibilità.

L’articolo Anche in Giappone le imprese sperimentano la settimana lavorativa di 4 giorni proviene da The Map Report.

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