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Costa a pezzi, appello alla Regione «Subito un intervento risolutore» 

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In sette anni spesi 600mila euro a Vignola senza eliminare il fenomeno che interessa anche le case La vicesindaca Fioravante: criticità continue senza un piano di azione strategico e anche più esteso

VASTO. «Per l’erosione della costa non servono opere emergenziali con carattere di provvisorietà, ma un intervento strategico più risolutivo ed esteso ad una scala più vasta del litorale». L’amministrazione comunale scrive alla Regione sul grave problema dell’erosione a Vignola e invita il Dipartimento opere marittime a dare riscontro al finanziamento pubblico di oltre 3 milioni di euro destinati alla realizzazione di barriere frangiflutto per ripristinare e rendere godibile l’arenile nella località della costa interessata da un importante arretramento della linea di riva

. Nel corso di questi anni sono stati diversi i finanziamenti regionali assegnati al Comune di Vasto per fronteggiare il fenomeno erosivo a Vignola, zona del litorale dove sono presenti abitazioni e strutture ricettive alle prese da anni con il problema creato dal moto ondoso. A partire dal 2016 e fino ad oggi sono stati stanziati, in ordine cronologico, 60mila euro per il ripascimento del litorale che costeggia la pinetina della Grotta del Saraceno e per il ripristino della morfologia dei luoghi, 50mila euro per la realizzazione di una barriera soffolta, 120mila euro per lavori di messa in sicurezza con opere radenti, altri 100mila euro per lavori di “somma urgenza” dopo il crollo di un muro di contenimento, per un totale di 330mila euro a cui vanno aggiunti altri 225mila euro stanziati di recente dalla Regione nell’ambito del piano di difesa della costa. Insomma, una cifra importante – pari a circa 600mila euro – per interventi che non solo non hanno risolto il problema, ma hanno creato nuove criticità a detta dei tecnici.

«C’è stato un enorme dispendio di risorse pubbliche finalizzate a sostenere esclusivamente interventi emergenziali e con carattere di provvisorietà», sostiene l’assessore ai lavori pubblici e vicesindaca Felicia Fioravante, «la cui esecuzione ha determinato l’innescarsi di conseguenti criticità nei tratti immediatamente successivi a quelli interessati dalle opere. Per non parlare del continuo e costante sperpero della già scarsa risorsa lavoro presente negli uffici comunali. È quindi necessario un intervento strategico più risolutivo ed esteso ad una scala più vasta del litorale in questione che deve essere preservato nelle sue bellezze panoramiche e naturalistiche ed utilizzato per scopi turistico-ricettivi. Invece ad oggi non possiamo che constatare l’attuale impossibilità di fruizione della spiaggia».

Fioravante chiede quindi alla Regione, insieme al sindaco Francesco Menna, di «attuare l’intervento più volte propagandato attraverso i media locali, in riscontro a uno stanziamento pubblico pari a oltre 3 milioni di euro per la realizzazione di barriere frangiflutto, opportunamente posizionate per limitare l’effetto erosivo della costa e per ripristinare e rendere godibile l’arenile».

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