cronaca

Isola pedonale, nuovo scontro tra gli operatori commerciali 

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L’associazione “Sulmona fa centro” sollecita il ripristino della vecchia Zona a traffico limitato Ma nella categoria sono in molti a chiedere all’amministrazione Di Piero di non fare marcia indietro

di Claudio Lattanzio

SULMONA. I commercianti di “Sulmona fa centro” ci ripensano e alla vigilia delle decisioni prese dalla maggioranza sull’isola pedonale, tornano a chiedere il ripristino immediato della vecchia Zona a traffico limitato e l’istituzione di un tavolo tra tutte le parti interessate da dedicare ai problemi annosi del cuore della città. I commercianti si sono riuniti la settimana scorsa, per mettere a punto la loro proposta e ora attendono una risposta dall’amministrazione comunale.

«Secondo quanto annunciato dagli stessi amministratori comunali dovremmo avere questa risposta nel giro di una settimana», precisa Antonio Cinque, esponente di Sulmona fa centro. «Siamo sereni, fiduciosi che il nodo Ztl venga sciolto, tornando al suo storico assetto, con orari 10.30-13.30 e 17.30-20.30, con scivolamento estivo alle 24, da non escludere».

Mentre resta in campo anche l’ipotesi di una Ztl no-stop tra sabato e domenica. Ma sulla proposta di tornare indietro, cancellando con un colpo di spugna l’Area pedonale urbana, si è accesa immediatamente la polemica. Una cinquantina di associazioni, tra ambientalisti, gestori di b&b, operatori economici del centro storico, chiedono invece alla giunta Di Piero di rendere definitiva l’area pedonale.

«L’amministrazione comunale non faccia marcia indietro su scelte che hanno incentivato il turismo e dato la possibilità ai sulmonesi di godere del centro storico, totalmente libero da auto, rumori e gas di scarico, che riversano veleni nell’atmosfera e non arricchiscono anzi impoveriscono le attività commerciali», affermano i sostenitori dell’area pedonale. «A un mese dalla stagione estiva, nonostante il grande afflusso di turisti che la Pasqua, la Transiberiana e i tour operator portano ogni giorno a Sulmona, qualcuno pensa, per soli interessi di bottega e non della città, alla riapertura del centro alle auto, penalizzando e non certo favorendo chi nel centro lavora e vuole davvero guadagnare, tenendo aperte le attività e non abbassando le serrande quando la città è meta di migliaia di turisti, di comitive provenienti da ogni parte d’Italia e anche dall’estero», affermano ancora le associazioni, esprimendo stupore per come alcuni operatori commerciali non si siano accorti ancora del turismo di passaggio in città.

«Si è capaci», aggiungono, «solo di piangersi addosso, da anni, senza mai proporre soluzioni vere e concrete per il bene del centro storico e per la ripresa economica della città. Come pure è assurdo che determinate associazioni rinneghino senza scrupolo accordi sottoscritti nel luglio di tre anni fa illudendosi ancora che le auto in centro portino incassi», concludono le associazioni di categoria, invitando gli amministratori comunali a una seria riflessione, aperta anche a chi nel centro storico vive e lavora, ogni giorno.

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