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Ferro di cavallo, i cittadini contro il progetto 

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Anche il comitato boccia la proposta dei nuovi palazzi: «Meglio una sede dell’ateneo o una palestra»

PESCARA. Tutti d’accordo sull’abbattimento dei palazzi al Ferro di cavallo. Bocciato, invece, il progetto di ricostruzione degli alloggi in via Tavo. Al posto dei tre edifici che saranno buttati giù, come annunciato più volte dal Comune, i cittadini di Rancitelli suggeriscono un distaccamento dell’università D’Annunzio, oppure un presidio della polizia municipale, una piazza, una palestra polivalente, l’ufficio anagrafe (anni fa dislocato nella vicina ex sede del Quartiere 3) o addirittura una piscina.

«Strutture di servizio, ma non altre case-ghetto nel quartiere», hanno detto a chiare lettere i cittadini che ieri pomeriggio si sono riuniti al primo piano dell’oratorio della chiesa dei Santi Angeli custodi, in via Lago di Posta. Durante l’incontro, organizzato dal comitato «Per una nuova Rancitelli», il presidente Francesca Di Credico ha annunciato «una operazione verità con prossime assemblee in strada per spiegare il progetto ai cittadini».

E ha lanciato l’appello «alle opposizioni comunali, alle associazioni di volontariato e alla società civile a unirsi al coro dei “no” alla ricostruzione di nuovi palazzi al Ferro di cavallo». «Sarebbe come ricostituire la situazione attuale che, dopo gli sfratti e il trasferimento degli assegnatari altrove, la situazione è pure peggiorata» alza la voce Di Credico con il gruppetto di residenti, Fernando, Luigi, Matteo, Assunta, Rino, Andrea, Nati, Daniela e Antonella, che nella vita sono insegnanti, ingegneri, architetti, avvocati, «gli appartamenti sfitti sono occupati abusivamente da disperati, molti extracomunitari, che hanno ricreato piccole centrali per la produzione della droga sintetica dentro le case e chi spaccia usa i bambini come corrieri per aggirare i controlli delle forze dell’ordine». Un «grande movimento di persone che si aggirano sotto le finestre, che si nascondono sotto i portici, un giro di droga che si consuma in ogni momento della giornata» da una zona all’altra del quartiere, persino davanti ai Santi Angeli Custodi come denunciato nei giorni scorsi dal parroco, don Massimiliano De Luca, che ha rivelato: «I drogati si portano persino i materassi per stare più comodi mentre si bucano davanti alla chiesa». «Lo spaccio viaggia ancora da Via Tavo ai vicini palazzi Clerico», sottolinea il presidente del comitato, «se per caso qualcuno lo avesse dimenticato, a furia di annunciare l’abbattimento del Ferro di cavallo e la creazione del Pendolo, noi ricordiamo che il degrado di quella zona permane, sempre più florido». E, si chiedono, le persone perbene di Rancitelli «quando avverrà anche la demolizione degli scheletri dei palazzi Clerico dove spuntano gli accampamenti, dove si accendono fuochi, si spaccia e ci si buca sotto le finestre ad ogni ora del giorno e della notte». (c.co.)

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