cronaca

Cittadinanza onoraria a don Dante Rossi a 100 anni dalla nascita 

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Per un quarto di secolo è stato parroco a Castel di Sangro Ricordata al Comune e in chiesa la sua vicinanza ai poveri

CASTEL DI SANGRO. Cittadinanza onoraria alla memoria a don Dante Rossi. Il sacerdote, nato 100 anni fa, ha svolto il suo servizio pastorale per 25 anni a Castel di Sangro, fino al 1977 anno in cui morì, impegnandosi quotidianamente per la crescita e la formazione della comunità. Uomo di preghiera e di fede, come è ricordato nella lapide in suo onore, annunciò il Vangelo nella vita con instancabile impegno, cultura, netta coscienza. Sentì i problemi sociali del momento e della sua terra, prediligendo i piccoli e i poveri, educando i giovani agli ideali di libertà e giustizia, partecipando alle ansie di riscatto e di progresso della propria comunità. Per questo ieri mattina l’amministrazione comunale di Castel di Sangro e la parrocchia San Giovanni Battista hanno celebrato l’anniversario della sua nascita con una festa sia in forma civile che religiosa. Alle 10 si è svolta alla Galleria comunale polifunzionale di piazza Plebiscito la cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria a don Dante alla presenza del presidente del consiglio comunale Annarita Cimini, dello storico Terzio Di Carlo, del sindaco e presidente della Provincia Angelo Caruso, del primo cittadino di San Giovanni Lipioni (Chieti), Nicola Rossi e del parroco don Alfonso Cerrone. Tutti hanno voluto ricordare l’impegno del sacerdote per Castel di Sangro e per i suoi fedeli con particolare attenzione per le famiglie e per i giovani. Alla fine della cerimonia è stata consegnata una pergamena a Maria Grosso, nipote di don Dante. Più tardi, alle 11.30, nella chiesa di San Giovanni Battista, è stata celebrata la messa dai vescovi delle diocesi di Sulmona-Valva, monsignor Michele Fusco, Trivento e Isernia, monsignor Claudio Palumbo e monsignor Camillo Cibotti. «L’amministrazione comunale che rappresento», ha detto Caruso, «ha promosso questa giornata celebrativa con lo scopo di onorare la memoria di don Dante e mettere le sue preziose opere e i suoi insegnamenti a disposizione delle nuove generazioni».

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