cronaca

Romeno ucciso, c’è un secondo indagato

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L’edificio abbandonato in cui è stato trovato il corpo del romeno ucciso

MARTINSICURO

È uno straniero dell’Est, il suo nome si aggiunge a quello dell’italiano. Entrambi gravitano nel mondo dei senzatetto

Diana Pompetti

MARTINSICURO. È con una seconda iscrizione nel registro degli indagati per omicidio che la Procura imprime un’altra accelerata alle indagini per l’assassinio di Cristian Muntianu, il 47enne romeno senzatetto ucciso e nascosto sotto un cumulo di detriti.

Si tratta di un cittadino straniero originario dell’Est. Il suo nome, iscritto nel fascicolo del pm Andrea De Feis, si aggiunge a quello di un italiano già indagato da qualche settimana: entrambi gravitano nel mondo dei senzatetto che si ritrovano in quell’edificio abbandonato alle spalle del centro commerciale Il Grillo diventato rifugio e tomba del 47enne romeno il cui corpo è stato ritrovato a fine marzo. Una iscrizione che in questo momento appare necessaria per consentire di fare dei raffronti indispensabili per avere delle certezze.

Chi ha ammazzato conosceva la vittima e dopo averlo colpito con una bottiglia è tornato sul posto per spostare il corpo e portarlo da un piano all’altro della palazzina mai ultimata che si trova dietro al centro commerciale di Martinsicuro e che da tempo è ritrovo di senzatetto, balordi, spacciatori.

Muntianu passava le sue giornate chiedendo l’elemosina davanti ad alcuni negozi e già qualche mese fa era stato aggredito da qualcuno che lo avrebbe rapinato di quel poco che ogni giorno riusciva a mettere insieme. Per quell’aggressione non aveva fatto nessuna denuncia.

Il corpo del 47enne è stato trovato a fine marzo al piano interrato dell’edificio mai ultimato, a pochi metri da quello che da tempo era diventato il suo rifugio di senzatetto. Tra rifiuti, un vecchio materasso e cartoni. Un corpo in stato di decomposizione, con tante ferite alla testa e tante altre al viso, all’addome, alle braccia.

Chi l’ha ucciso lo ha fatto nell’area che si trova sopra e poi ha trasportato il corpo da un piano all’altro coprendolo con inerti e lastre di catrame, di quelle che solitamente si trovano nei cantieri. I negozianti della zona hanno raccontato che l’uomo non aveva mai dato fastidio, che si accontentava di pochi spiccioli per comprare le sigarette e una bottiglia di vino. A tutto il resto Cristian aveva rinunciato da tempo. Il suo corpo, dopo il nulla osta della Procura, è tornato in Romania così come chiesto da sua sorella. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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