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Finanza a caccia della droga nella centrale dello spaccio 

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Le fiamme gialle al Ferro di cavallo: controlli anche con i cani e gli elicotteri Il comandante Caputo: nostro compito, fermare condotte che depredano il rione

PESCARA. Nel giorno in cui la discussione sull’abbattimento del Ferro di cavallo a Rancitelli è tornata in consiglio comunale, ieri è scattato un nuovo blitz delle forze dell’ordine nel complesso edilizio diventato negli anni una centrale di spaccio. Un punto di riferimento per i tossicodipendenti dell’intera area metropolitana e non solo, teatro di omicidi e atti di violenza, a discapito dei residenti onesti della zona, costretti a barricarsi in casa per sfuggire agli spacciatori che gestiscono la piazza con un business di dosi di crack attivo 24 ore su 24. Dalle prime luci dell’alba sono entrati in azione i finanzieri del comando provinciale, diretti dal colonnello Antonio Caputo, che hanno controllato a tappeto scantinati, ascensori, alloggi popolari trasformati in negozi della droga sempre aperti. Ogni angolo del complesso è stato ispezionato alla ricerca di sostanze stupefacenti, cercando quindi di rintracciare chi smercia all’ingrosso e al dettaglio droghe pesanti come eroina e cocaina.

Alle operazioni, condotte dal Nucleo di Polizia economico finanziaria di Pescara, hanno preso parte le unità cinofile specializzate, le pattuglie del comparto antiterrorismo e pronto impiego (Atpi) del gruppo di Pescara e di quello aeronavale. Nel corso del blitz, il quartiere è stato sorvolato da un elicottero Volpe 415, dotato di particolari sensori che consentono di vedere un obiettivo e segnalare movimenti sospetti anche a grande distanza, di notte o in condizioni di scarsa visibilità.

Contemporaneamente, alla operazione antidroga delle fiamme gialle, il Comune attraverso la polizia municipale, supportata da carabinieri e polizia, ha effettuato altri tre sfratti nei confronti di famiglie che hanno perso i requisiti. Sfratti che ormai al Ferro di cavallo sono all’ordine del giorno e che dovrebbero concludersi per la fine del mese, così da spianare la strada all’abbattimento e alla successiva ricostruzione di due palazzi più piccoli, con 56 appartamenti, al posto degli attuali 120. Le operazioni si sono svolte senza particolari problematiche.

«Il blitz», spiega il comandante della guardia di finanza Caputo, «rientra nell’ambito di “Drug Market” ossia il piano d’azione che abbiamo già avviato mesi fa per la prevenzione, il controllo e la vigilanza del territorio di tutta la provincia in materia di stupefacenti. Quest’articolata attività investigativa è fondamentale per ricostruire i canali e la filiera di una vasta e complessa rete, ben strutturata, composta di grossisti, mediatori e pusher al dettaglio, dediti allo spaccio nel mercato pescarese».

Le vittime principali «di queste fabbriche di droga in cemento, dove la legge sembra non entrare», fa presente il colonnello, «sono soprattutto i giovani, che cadono nelle maglie della tossicodipendenza e della microcriminalità. Per questo, il nostro compito è quello di reprimere sì, ma soprattutto, anche di prevenire, arginando per tempo condotte illecite e abusive che depredano un intero rione».

Rione che ora chiede a gran voce che quel complesso di via Tavo sia demolito, cercando però di evitare di costruirvi altre case ghetto. I residenti domandano inoltre quando si procederà all’abbattimento «degli scheletri dei palazzi Clerico, vicino al Ferro di cavallo dove si spaccia e ci si buca sotto le finestre ad ogni ora del giorno e della notte». (cr.pe.)

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