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Trent’anni fa lo scudetto Aterno Festa per gli ex alunni-giocatori 

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Domani in Comune si celebra la conquista del campionato studentesco: in prima fila Tacchi e Di Marco Il ricordo dell’ex preside Eliseo Marrone: «Che entusiasmo, scrivemmo la pagina più bella dello sport»

di Pietro Lambertini

PESCARA. «Correva l’anno 1992», dice Eliseo Marrone, ex preside dell’istituto Aterno. Era l’anno di Mani pulite con il pm Antonio Di Pietro nel ruolo di protagonista delle inchieste giudiziarie sulla politica, della guerra in Bosnia e della fine dell’Urss, del film “Il silenzio degli innocenti” e di Luca Barbarossa al Festival di Sanremo con “Portami a ballare”. E i ragazzi dell’istituto tecnico Aterno facevano un’impresa da ricordare. Avevano appena 18 anni: nelle tasche dei jeans tanti sogni e neanche un cellulare. Da quella vittoria storica sono passati trent’anni, quanto basta per lasciarsi alle spalle l’epoca dei bigliettini e approdare a Whatsapp: «Correva l’anno 1992», ripete Marrone, «e l’Aterno scriveva una delle più belle pagine di storia sportiva locale vincendo lo Scudetto nel campionato italiano studentesco di calcio». Domani, dalle 18, quell’impresa sarà ripercorsa, celebrata e premiata in Comune: si riunirà la squadra di allora, tutti fieri di indossare la stessa maglia biancazzurra del Pescara con lo sponsor Gis: ci saranno gli ex studenti Nunzio Cirulli, Davide Modigliani, Davide Di Gregorio, Giacinto Minnini, Alessio Nobilio, Luca Genco, Gianluca Silvestri, Maurizio Roio, Simone Di Marco, Luigi Gaspari, Giancarlo Sputore, Massimo Di Giacomo, Giuseppe Luongo, Maurizio Tacchi, Francesco Cignelli e Davide D’Amicantonio, il prof allenatore Erio Torelli e il preside Marrone. Sarà l’allora capitano Di Giacomo a leggere un pensiero per ricordare il prof Claudio Carboncini, fondatore di quella squadra capace di non perdere mai. «Quando ci sedemmo a tavolino per decidere se partecipare o meno a quel campionato, ci chiedemmo se, oltre alla capacità finanziaria, avevamo anche qualche possibilità concreta di arrivare in finale e vincere», ricorda Marrone, «Carboncini, da persona avveduta, sosteneva che potevamo farcela: sarebbe contento per la cerimonia di domani». Gli ex alunni-giocatori doneranno al figlio Paolo un quadro celebrativo.

La bella storia di sport dell’Aterno ha un luogo d’inizio: il campo Donati di Rancitelli. È qui che l’Aterno sconfisse il liceo scientifico da Vinci per 3-0. Da lì una cavalcata senza freni, prima in Abruzzo e poi al girone interregionale a Gubbio e alla fase finale di Massa Carrara. Nella finalissima, l’Aterno, trascinato dai gol di Tacchi, bomber di razza arrivato fino alla serie B, regolò l’itcg Cosenza «con uno strepitoso e formidabile 5 a 2», ricorda Marrone, «generando il tripudio di tutti i tifosi presenti»: «1.200 km per vedervi campioni», recitava uno striscione appeso in tribuna. Questa la dedica dei giocatori: «L’inimmaginabile tricolore sventolava tra le nostre mani, ridondava nei nostri cuori e, soprattutto, nei nostri abbracci».

Domani, in municipio, ci saranno il presidente regionale del Coni Enzo Imbastaro che consegnerà una coppa a Marrone, il sindaco Carlo Masci, l’assessore allo sport Patrizia Martelli che darà pergamene agli ex giocatori, il consigliere comunale Alessio Di Pasquale e il consigliere regionale Vincenzo D’Incecco.

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