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«La nave Sabina non può lasciare il porto»

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ORTONA. «Le merci trasportate dalla nave NS Sabina non sono comprese nel quadro sanzionatorio adottato nei confronti della Russia (a causa della guerra scatenata in Ucraina). Ma il destinatario di…

ORTONA. «Le merci trasportate dalla nave NS Sabina non sono comprese nel quadro sanzionatorio adottato nei confronti della Russia (a causa della guerra scatenata in Ucraina). Ma il destinatario di quel materiale (l’azienda Gazprom Neft) è invece compreso tra le persone giuridiche oggetto di sanzione da parte dell’Unione Europea».

Con una comunicazione inoltrata alla Capitaneria di porto, mercoledì sera, il ministero degli Esteri ha chiarito la situazione della nave NS Sabina, battente bandiera panamense per cui è scattata una nota di detenzione. L’imbarcazione ora è ferma al porto di Ortona perché la Capitaneria sta ultimando dei controlli di sicurezza dopo l’incendio di una settimana fa, ma a quanto pare in virtù delle sanzioni imposte alla Russia non sarebbe potuta partire a prescindere. La vicenda ha avuto origine dopo il principio di incendio, sviluppatosi nella stiva, il cui innesco, sulla base delle prime ricostruzioni effettuate, sembrerebbe da imputare ad un imprevisto di natura tecnica.

A seguito del principio di incendio sviluppatosi, e solo grazie al pronto intervento di capitaneria di porto, vigili del fuoco di Ortona e carabinieri della locale compagnia, le fiamme e il fumo generatosi nella stiva sono stati prontamente domati, consentendo la messa in sicurezza della nave e del suo equipaggio, che attualmente si trova ormeggiata e in stato di detenzione presso la banchina di Riva dello scalo di Ortona.

A seguito dei controlli successivi a quell’incendio, è emersa la violazione di una serie di norme riguardo alla condizione di lavoro a bordo da parte dell’equipaggio e sono venute fuori anche gravi carenze in termini di familiarizzazione da parte dell’equipaggio con le procedure relative all’esercitazione antincendio.

Per questo motivo si sono resi necessari ulteriori approfondimenti, da parte della Capitaneria di porto, anche in merito alla natura del carico e soprattutto in considerazione del suo porto di discarica (posizionato sulla riva sud del Mar d’Azov, in Russia).

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