Morgante: «La parola d’ordine è accelerare per arrivare al bando, a giorni conosceremo il progetto» Le rassicurazioni sullo stanziamento delle risorse sono arrivate anche dall’assessore Imprudente
CELANO. L’impianto irriguo nel Fucino verso la stretta finale. Giovedì prossimo, tecnici dell’Azienda regionale per le attività produttive (Arap), del Consorzio di bonifica ovest e della società ingegneristica vincitrice, l’estate scorsa, della gara di progettazione si incontreranno per fare il punto della situazione. La riunione, promossa dall’Arap, si terrà da remoto, a causa dell’imperversare della pandemia. «Sarà un incontro molto importante», afferma l’avvocato Antonio Morgante, direttore generale dell’Arap, «in quanto potremo conoscere a che punto si è con la progettazione esecutiva, in modo da indire il bando per l’appalto dei lavori. Intendiamo accelerare il più possibile i tempi perché questo impianto, che andrà a risolvere il problema dell’irrigazione nel Fucino, veda finalmente la luce, liberando le migliaia di aziende agricole dall’incubo della siccità estiva».
DUBBI SUI FINANZIAMENTI
L’impianto che si vuole realizzare originariamente rientrava in un progetto molto più ambizioso che prevedeva, tra l’altro, un invaso a monte del fiume Giovenco (invaso di Amplero), il cui costo si aggirava sui 200 milioni di euro.
I fondi del Masterplan di cui si disponeva però erano poco meno di 50 milioni. Una somma che sarebbe bastata per realizzare l’impianto irriguo. La Regione Abruzzo, allora, per non perderli, nel 2019, ha stralciato dal progetto originario quello relativo a tale impianto. Se tutto fosse andato liscio, oggi l’opera sarebbe stata già realizzata. Purtroppo è scoppiata la pandemia, e nel settembre 2020, ricorda il direttore dell’Arap, «la Regione ha dato prova di enorme disponibilità, consentendo al Governo di dirottare le risorse della stragrande maggioranza degli interventi Masterplan per far fronte all’emergenza Covid, con l’impegno che il progetto sarebbe stato rifinanziato, addirittura con maggiori fondi».
Rifinanziamento che finora, però, non c’è stato. Il ritardo ha finito con l’alimentare dubbi e scetticismo sulla realizzazione dell’opera. Nel corso dell’anno che si appena chiuso, oltre alle prese di posizioni di esponenti politici dell’opposizione contro la giunta regionale, vi sono stati vari incontri di amministratori, promossi dal Comune di Avezzano, in cui è stata ribadita la necessità di recuperare i fondi perduti e realizzare quell’impianto irriguo di cui gli agricoltori del Fucino hanno bisogno come il pane.
LE RASSICURAZIONI
Nell’ultimo incontro, tenutosi ad Avezzano il 21 ottobre, l’assessore regionale all’agricoltura, Emanuele Imprudente, ha rassicurato i sindaci del comprensorio. «L’impianto del Fucino», ha detto l’assessore regionale «sarà il più grande intervento che faremo, anche con nuovi fondi europei».
Il direttore generale dell’Arap, sul rifinanziamento del progetto non ha il minimo dubbio. «È l’ultimo dei miei pensieri», taglia corto l’avvocato Morgante, «l’importanza strategica di tale impianto per lo sviluppo e la crescita della Marsica è tale da impegnare al massimo sia il Governo che la Regione, una volta che sarà pronto il progetto esecutivo, a trovare i fondi necessari per la sua realizzazione. I fatti mi daranno ragione».
VANTAGGI DELL’IMPIANTO
Le fonti di alimentazione dell’impianto sono: il Giovenco, la sorgente Restina, il lago di Ortucchio, la sorgente di Boccione e i pozzi di Lecce nei Marsi.
«I vantaggi che l’intero territorio attende dalla nuova rete irrigua», rileva Morgante, «saranno enormi, in termini ambientali ed economici. Ambientali perché l’opera permetterà di impiegare la risorsa idrica in termini di assoluta efficienza ed efficacia, evitando la dispersione. Economici perché ridurrà drasticamente i costi che gli agricoltori sostengono per l’irrigazione ed eviterà danni ai raccolti provocati dalla siccità».
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