TERAMO – Gabriele Motizzat ce lo aveva anticipato lunedì scorso a Supergol: “Domenica prossima tornerò alla Stadio, ma non posso dirvi in quale settore!“: merita queste poche righe quel signore che ama il Teramo come tantissimi e non come tutti dovrebbero, oriundi inclusi.
Dobbiamo ricordare che per avere qualche minuto di spazio nella nostra trasmissione calciofila del lunedì, per poter semplicemente dire la sua su questo o su quel tema della squadra di calcio della sua città, percorre centinaia di chilometri ogni settimana, senza percepire alcun rimborso e sempre con qualcosa tra le mani, da dover offrire a Supergol o ai colleghi di Super J impegnati nella trasmissione televisiva.
E’ un vero gentleman del calcio, di quelli puliti, autentici, che è cresciuto in Curva quando la Est era davvero libera di spaziare in qualsiasi forma di tifo autentico, quando il mondo del pallone era più gradito, almeno a noi nostalgici.
Motizzat era il “padrone” della recinzione della Curva Est, da dove non seguiva più di tanto l’andamento delle partite, ma era intento a “concentrarsi” soltanto sui portieri avversari… e ci piace ricordare un suo “colpaccio”, quando riuscì a fare proprio il cappellino parasole di un portiere, che era poggiato nella porta. Apparteneva a Marco Cari, che negli anni successivi divenne allenatore del Teramo, ai tempi del grande Romy Malavolta.
Nel cuore biancorosso di Motizzat, la passione per il Teramo, negli anni, è rimasta intatta, anzi, vivendo meno di allora la città, crediamo che sia più intensa. Per lui, l’odierno, non sarà un Sabato qualunque, ma la vigilia di Teramo-Carrarese da vedere sugli spalti! Se lo abbiamo conosciuto un po’ crediamo sia emozionato: forse un po’ lo siamo anche noi… Bentornato, Motizzà!
Domani ci vedremo in Tribuna, perché abbiamo visto il tagliando che ci hai inviato: la Curva, oggi, quel proscenio fantastico, appartiene giustamente ad altri.













