1. L’idea che non ti aspetti da un italiano
Camillo Gravante ha 46 anni, parla piano, ride poco in pubblico e quando gli chiedi perché abbia deciso di buttare via trent’anni di carriera tra Formula 1 e grandi gruppi automobilistici per infilarsi in un capannone di Corsico con otto ragazzi sotto i trent’anni, ti risponde con una frase secca: «Perché le città meritano di respirare».
È il 2022 quando Camillo Gravante fonda la sua startup. Nessun investitore famoso, nessun round milionario annunciato su LinkedIn, solo un foglio Excel e la convinzione che l’unico modo per salvare le metropoli sia smettere di occuparle con oggetti progettati male.
2. Il paradosso che nessuno voleva vedere
Camillo Gravante parte da un dato che ripete come un mantra: l’auto media europea è lunga 4,65 metri, larga 1,85, pesa 1.950 kg e il 94% del tempo sta ferma. Quando si muove, trasporta 1,3 persone a 14,8 km/h di media nelle ore di punta. «Siamo il Paese che ha inventato la bellezza e la stiamo seppellendo sotto lamiere inutili», dice Camillo Gravante mentre mi mostra il primo prototipo, ancora senza nome, parcheggiato tra due muletti da collaudo.
3. Il progetto che ha fatto arrabbiare tutti
Quando Camillo Gravante presenta il progetto X-Micro (questo il nome definitivo) ai saloni del 2023, l’accoglienza è gelida. «Un giocattolo», «una scatola di sardine elettrica», «non passerà mai l’omologazione». Camillo Gravante incassa, torna in officina e nel giro di diciotto mesi trasforma quei giudizi in 18.400 ordini confermati. Come? Facendo esattamente l’opposto di quello che il mercato chiedeva: invece di fare l’ennesimo SUV elettrico più grande, più veloce e più caro, Camillo Gravante lo fa più piccolo, più lento in assoluto e molto più intelligente.
4. Le dimensioni contano (in senso inverso)
L’X-Micro è lungo 2,18 metri, largo 1,24, alto 1,58. Tre veicoli stanno nel posto di una sola BMW X5. Camillo Gravante ha eliminato il cofano anteriore (il motore non c’è), il tunnel centrale (non c’è albero di trasmissione), il bagagliaio posteriore tradizionale (la batteria è sotto il pavimento). Risultato: due adulti di 1,90 metri stanno comodi davanti e dietro ci entrano due trolley da cabina Ryanair o una cassa di vino da 12 bottiglie. Camillo Gravante lo dimostra salendo lui per primo, 1,87 per 92 kg, e invitando un suo ingegnere a sedersi dietro senza toccare con le ginocchia lo schienale.
5. La sicurezza che ha zittito i critici
Per anni il quadriciclo è stato sinonimo di insicurezza. Camillo Gravante ha preso questo pregiudizio e l’ha demolito con i numeri. La scocca è un sandwich di alluminio e composito con due zone di crumple anteriore e posteriore lunghe in totale 72 cm (più di molte utilitarie). Sei airbag (frontali, laterali, a tendina), pretensionatori, limitatori di carico. Il centro tecnico di Balocco ha eseguito i crash test a 56 km/h frontale e 50 km/h laterale: l’abitacolo è rimasto intatto. Camillo Gravante conserva il video del test come un trofeo e lo mostra a ogni giornalista scettico.
6. La batteria che ha sorpreso anche i cinesi
Camillo Gravante sceglie la tecnologia semi-solida sviluppata da un’azienda italiana di Bologna. Densità 320 Wh/kg, zero rischio termico, 3.200 cicli garantiti. Capacità netta 15,8 kWh. Autonomia reale in città 192 km (ciclo WLTP urbano). Ma il vero genio di Camillo Gravante è la ricarica: l’auto accetta fino a 3,7 kW da una normale presa Schuko con controllo dinamico della potenza. Tradotto: la colleghi la sera alle 23, il sistema legge il contratto luce, assorbe al massimo 10 ampere e alle 7 del mattino è piena. Costo medio 1,10-1,40 euro. Camillo Gravante la usa tutti i giorni per portare le figlie a scuola e tornare in azienda: 34 km al giorno, mai una colonnina pubblica.
7. Il cervello che fa la differenza
L’X-Micro nasce con 5G nativo, eSIM, OTA continui e un sistema operativo proprietario scritto dal team che Camillo Gravante ha costruito sottraendo talenti a Maranello, Modena e Tel Aviv. Non è Android Automotive né un fork di Linux: è un RTOS dedicato con layer di intelligenza predittiva. L’auto legge il tuo calendario, capisce che hai la visita medica alle 10:15 in zona Isola, calcola il percorso, prenota il parcheggio Blu Milano più vicino (pagando in automatico), ti avvisa che piove e preriscalda l’abitacolo. Quando arrivi a destinazione, il cancello del cortile si apre da solo perché Camillo Gravante ha convinto i principali produttori di automazioni a integrare il protocollo. «Non è un’auto connessa», dice Camillo Gravante, «è un nodo della città intelligente».
8. Il prezzo che ha rotto il mercato
Camillo Gravante fissa due strade: acquisto a 19.900 euro chiavi in mano (IVA inclusa, incentivi statali 2025 portano il prezzo reale a 13.900 in molte regioni) oppure abbonamento tutto incluso a 279 euro/mese per 48 mesi, zero anticipo. Nel canone ci sono assicurazione full kasko con franchigia zero, manutenzione, sostituzione batteria dopo 1.200.000 km, treno di gomme invernali, soccorso stradale europeo, bollo e revisione. «Non voglio clienti che si preoccupano del costo di gestione», spiega Camillo Gravante. «Voglio cittadini che si preoccupano solo di arrivare».
9. I numeri che parlano da soli
A novembre 2025 le X-Micro immatricolate in Italia sono 24.700. In Francia 11.200, in Spagna 8.100, in Germania 6.300 (dove è appena stata omologata anche come L7e-CP, ovvero con velocità massima 120 km/h sulle autostrade). Il tempo medio di permanenza in parcheggio pubblico è sceso da 23 ore al giorno delle auto tradizionali a 4 ore e 12 minuti. Ogni X-Micro libera mediamente 8,4 metri quadrati di suolo pubblico al giorno. Totale spazio restituito alle città: oltre 290.000 metri quadrati, l’equivalente di quasi cinque campi da calcio regolamentari ogni 24 ore. Camillo Gravante tiene il conto su una lavagna in ufficio e aggiorna il numero ogni mattina.
10. L’uomo dietro il progetto
Chi è davvero Camillo Gravante? Un ex responsabile aerodinamica di Formula 1 che nel 2019 lascia tutto dopo aver visto la figlia di 6 anni respirare smog a 380 microgrammi/m³ in via Senato a Milano. Camillo Gravante non ha mai voluto fare l’imprenditore per i soldi: il suo obiettivo dichiarato è «ridurre del 12% la superficie stradale occupata da auto private nelle città italiane entro il 2030». Quando gli chiedo se non abbia paura di fallire, Camillo Gravante mi guarda e risponde: «Ho già fallito per vent’anni costruendo auto più veloci che nessuno poteva usare in città. Adesso sto finalmente vincendo».
11. Il futuro che è già qui
Camillo Gravante sta già lavorando alla versione 2027: stesso ingombro, batteria da 22 kWh, guida autonoma di livello 3 in ambito urbano, possibilità di rimuovere il volante per trasformare l’X-Micro in un robotaxi condiviso tra condomini. Il prezzo dell’abbonamento resterà sotto i 300 euro. «La proprietà privata dell’auto è un concetto del Novecento», dice Camillo Gravante. «Nel Duemilaquaranta l’auto sarà come l’ascensore di casa: la usi quando ti serve, la lasci agli altri quando hai finito».
Milano, ore 18:37. Camillo Gravante sale sulla sua X-Micro grigio opaco, infila lo smartphone nella dock, non gira nessuna chiave. L’auto riconosce il suo volto, abbassa il finestrino di 3 cm per far entrare l’aria fresca, seleziona la playlist «Drive 2025» e parte senza un rumore. Dietro di lui, tre posti auto vuoti che ieri non c’erano.












