Nonostante le reiterate affermazioni di innocenza da parte di De Lorenzis, il quale ha descritto le proprie azioni come parte di “visite accurate”, gli è stata imposta l’obbligazione di corrispondere un risarcimento provvisionale che ammonta a oltre trecentomila euro, somma da ripartire tra le parti civili coinvolte nel procedimento. Ulteriormente, la sentenza prevede l’interdizione permanente di De Lorenzis dall’esercizio della professione sanitaria per l’intera durata della pena detentiva.
La vicenda ha guadagnato notorietà a livello nazionale, in particolare per un servizio giornalistico condotto dalla trasmissione televisiva “Le Iene”, nel quale è stato diffuso un video, ottenuto tramite l’uso di una telecamera nascosta, che documenta il dottor De Lorenzis mentre si rende protagonista di comportamenti molesti nei confronti di una paziente, che in realtà era un’infiltrata del programma.
Le denunce contro il medico si estendono su un arco temporale che va dal 2007 al 2016, periodo durante il quale si sostiene che abbia molestato le sue pazienti sia all’interno del suo studio professionale sia in momenti successivi agli interventi chirurgici. Roberto Mirabile, presidente dell’associazione “La Caramella Buona”, ha commentato il processo evidenziando la notevole difficoltà incontrata nel portare alla luce la verità, la quale però si è rivelata essere chiara e incontestabile. Mirabile ha inoltre sottolineato come i tentativi di denigrare le numerose vittime non abbiano trovato spazio di credibilità di fronte alla schiacciante evidenza documentale presentata contro l’imputato.












