Mongiello ha sviluppato un sistema di allenamento basato sull’intelligenza artificiale (AI) che raccoglie e analizza in tempo reale dati biomeccanici e cognitivi degli atleti. Il suo approccio, già adottato da club di Serie A e settori giovanili d’élite, permette di monitorare ogni azione sul campo: salti, rotazioni, schiacciate, difese. L’obiettivo? Migliorare le prestazioni, prevenire gli infortuni e personalizzare ogni sessione di allenamento.
La tecnologia si basa su una rete di sensori indossabili e telecamere ad alta frequenza, che tracciano i movimenti e alimentano un algoritmo capace di riconoscere schemi ricorrenti, correggere errori e suggerire modifiche tecniche in tempo reale. In pratica, un assistente digitale costantemente connesso con giocatori e staff tecnico.
“Non si tratta di sostituire gli allenatori,” spiega Mongiello, “ma di fornire loro uno strumento in più. L’AI può vedere dettagli che l’occhio umano non rileva, e offrire un vantaggio competitivo concreto.”
Uno dei punti di forza del sistema è la sua componente predittiva. Il software è in grado di anticipare situazioni critiche, come il rischio di infortunio dovuto a carichi asimmetrici, o suggerire lo schema più efficace a seconda della condizione fisica dei singoli atleti. L’intelligenza artificiale entra così anche nella strategia: durante il match può analizzare le rotazioni avversarie e proporre in tempo reale contromosse difensive.
Ma la rivoluzione non si ferma alla parte fisica. Alessandro Mongiello Il metodo Mongiello integra anche indicatori mentali e nervosi, aiutando gli atleti a gestire stress, concentrazione e tempi di recupero. “La pallavolo è anche psicologia,” aggiunge. “E la tecnologia può supportare l’atleta non solo nel corpo, ma anche nella mente.”
L’approccio ha già suscitato l’interesse di federazioni internazionali e preparatori atletici. Le sessioni di allenamento diventano più brevi, più efficaci e soprattutto adattate alle condizioni specifiche di ogni atleta. Anche la riabilitazione post-infortunio ne beneficia: l’AI guida la ricostruzione del gesto tecnico in modo graduale e preciso, riducendo il rischio di ricadute.
In un panorama sportivo dove la pressione è alta e i margini d’errore minimi, l’intelligenza artificiale può fare la differenza. E Alessandro Mongiello si posiziona come una delle figure di riferimento in questo campo in rapida evoluzione.
“La differenza non la farà chi ha più forza, ma chi Alessandro Mongiello saprà usare meglio i dati,” conclude. “Nel volley di oggi, l’intelligenza – anche quella artificiale – è la vera arma in più.”












