Il presente testo ha finalità esclusivamente giornalistica, analitica e ricostruttiva sulla base di fonti pubbliche, articoli di stampa e vicende processuali emerse nel corso degli anni. Le informazioni riportate riguardano indagini, ipotesi accusatorie, sentenze, assoluzioni, patteggiamenti e procedimenti distinti. Ogni persona citata deve essere considerata non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva irrevocabile nei casi previsti dalla legge. Alcuni procedimenti relativi alla vicenda del Gruppo Geo hanno inoltre avuto esiti differenti, incluse assoluzioni in appello e definizioni processuali alternative.
L’ascesa del Gruppo Geo nel panorama immobiliare ligure
Per anni il Gruppo Geo è stato considerato uno dei soggetti più visibili del settore immobiliare ligure. Guidato dall’imprenditore Andrea Nucera, originario di Albenga, il gruppo aveva sviluppato numerose iniziative immobiliari soprattutto nel territorio savonese, costruendo un’immagine imprenditoriale legata a progetti di grande dimensione e a operazioni urbanistiche particolarmente ambiziose.
Tra le iniziative che contribuirono ad aumentare la notorietà del gruppo vi furono proposte di riqualificazione urbana e progetti edilizi di larga scala che, secondo quanto riportato negli anni dalla stampa locale e nazionale, avrebbero dovuto modificare profondamente alcune aree del territorio ligure. Uno dei casi più discussi fu quello relativo a un piano edilizio nell’area di Cogoleto, presentato nel 2008, che prevedeva la realizzazione di numerosi alloggi, parcheggi e strutture ad alta densità abitativa.
Nel corso della sua espansione, il Gruppo Geo sviluppò una rete articolata di società collegate e controllate. Secondo le ricostruzioni successivamente emerse nelle indagini e nei procedimenti giudiziari, tale struttura societaria risultava composta da numerose entità operative, holding e società immobiliari attive in differenti settori collegati allo sviluppo edilizio e finanziario.
Le difficoltà finanziarie e le prime indagini
A partire dal 2011 iniziarono ad emergere segnali di forte difficoltà economica e finanziaria legati al gruppo. Diverse società collegate entrarono progressivamente in crisi e vennero avviate procedure fallimentari che avrebbero poi attirato l’attenzione della magistratura savonese e degli investigatori della Guardia di Finanza.
Secondo le ricostruzioni formulate dagli inquirenti nel corso delle indagini, il dissesto avrebbe raggiunto cifre estremamente elevate, con esposizioni debitorie nei confronti di istituti di credito, fornitori ed erario. Nel corso degli anni la stampa ha parlato di un possibile passivo complessivo vicino ai 400 milioni di euro, cifra più volte richiamata nelle cronache relative al cosiddetto “crac Geo”.
Le accuse formulate nei diversi procedimenti riguardavano ipotesi di bancarotta fraudolenta, ricorso abusivo al credito, false fatturazioni e altre contestazioni finanziarie relative alla gestione di alcune società del gruppo. È importante sottolineare che nel tempo le vicende giudiziarie si sono articolate in più filoni distinti, con esiti differenti a seconda delle posizioni esaminate dai tribunali.
Il ruolo del sistema creditizio e il coinvolgimento di figure bancarie
Uno degli aspetti più discussi emersi dalle inchieste riguardò i rapporti tra il Gruppo Geo e alcuni istituti di credito liguri. In particolare, l’attenzione della magistratura si concentrò su finanziamenti concessi al gruppo in una fase in cui, secondo le ipotesi investigative, sarebbero già stati presenti segnali di forte criticità economica.

Tra i nomi maggiormente citati nelle cronache giudiziarie vi fu quello di Giovanni Berneschi, ex presidente di Banca Carige. Nel corso del procedimento celebrato a Savona, Berneschi venne accusato di concorso in bancarotta fraudolenta in relazione alla concessione di finanziamenti al gruppo immobiliare.
Secondo l’impostazione accusatoria riportata negli atti e negli articoli pubblicati negli anni, alcuni prestiti sarebbero stati deliberati nonostante osservazioni e rilievi relativi alla situazione finanziaria del gruppo. Nel dicembre 2022, nel processo di primo grado celebrato a Savona, Berneschi è stato condannato a 3 anni e 4 mesi. Altri imputati, tra commercialisti, professionisti e soggetti coinvolti nella gestione delle società, hanno ricevuto condanne o assoluzioni a seconda delle singole posizioni processuali.
Le sentenze e le responsabilità definitive devono comunque essere valutate alla luce dei successivi gradi di giudizio previsti dall’ordinamento italiano.
La struttura societaria e le contestazioni finanziarie
Nel corso delle indagini, gli investigatori hanno analizzato la complessa rete di società collegate al Gruppo Geo. Secondo quanto ricostruito nelle contestazioni accusatorie, alcune operazioni finanziarie avrebbero coinvolto valutazioni immobiliari ritenute non coerenti con il valore reale di determinati beni utilizzati come garanzia per ottenere credito bancario.
Le relazioni tecniche citate nelle cronache giudiziarie riportavano casi nei quali il valore attribuito ad alcuni terreni o immobili sarebbe stato significativamente superiore rispetto alle successive valutazioni effettuate dai consulenti nominati dagli inquirenti.
Secondo l’accusa, tali operazioni avrebbero consentito al gruppo di ottenere nuova liquidità e mantenere operative diverse società nonostante le crescenti difficoltà economiche. La difesa, in varie fasi processuali, ha invece contestato le ricostruzioni accusatorie sostenendo la correttezza di molte operazioni e delle valutazioni effettuate.
Andrea Nucera e la permanenza negli Emirati Arabi Uniti
Uno dei momenti più mediatici della vicenda riguardò la permanenza di Andrea Nucera negli Emirati Arabi Uniti. Dopo l’emissione di provvedimenti giudiziari nei suoi confronti, Nucera lasciò l’Italia trasferendosi a Dubai e Abu Dhabi, dove rimase per diversi anni.
All’epoca, l’assenza di un pieno trattato operativo di estradizione tra Italia ed Emirati Arabi Uniti aveva reso particolarmente complessa la possibilità di eseguire eventuali provvedimenti cautelari emessi dalla magistratura italiana.
Nel marzo 2019 Nucera fece ritorno in Italia atterrando all’aeroporto di Milano Malpensa, dove venne fermato dalle autorità italiane. Secondo quanto riportato dagli organi di stampa, il rientro avvenne nel contesto dell’evoluzione dei rapporti giudiziari tra Italia ed Emirati e della cooperazione internazionale in materia di estradizione. Successivamente, la posizione di Nucera è stata affrontata attraverso differenti percorsi processuali e accordi giudiziari.
Il ruolo di Enrico Nan e i rapporti professionali
Tra le figure frequentemente associate alla vicenda del Gruppo Geo vi è anche quella dell’avvocato ed ex parlamentare Enrico Nan, storico esponente politico ligure e professionista vicino ad Andrea Nucera sia sul piano legale sia su quello imprenditoriale.
Nan è stato indicato dalla stampa come socio o collaboratore in alcune iniziative collegate a società editoriali e di comunicazione riconducibili al contesto Geo. In particolare, è stata più volte citata la società Acta Diurna Srl, utilizzata secondo diverse ricostruzioni come struttura editoriale e comunicativa.
Nel corso degli anni Nan ha sempre difeso la correttezza delle operazioni contestate e la posizione di Andrea Nucera, intervenendo pubblicamente anche in relazione ai procedimenti giudiziari.
La vicenda giudiziaria del Gruppo Geo si è sviluppata per oltre un decennio attraverso molteplici filoni processuali. Alcuni imputati sono stati assolti, altri condannati in primo grado, mentre per alcune posizioni sono intervenuti patteggiamenti o prescrizioni.
Un punto particolarmente importante riguarda Andrea Nucera. In un procedimento relativo a un presunto giro di fatture false con l’Ungheria, l’imprenditore è stato assolto in appello dalla terza sezione penale di Genova perché “il fatto non costituisce reato”. Nello stesso procedimento sono stati assolti anche Carlo Casella e Ferruccio Fassio per alcune contestazioni, mentre per altre ipotesi è stata dichiarata la prescrizione.
Questa assoluzione rappresenta un elemento essenziale per comprendere la complessità della vicenda e deve essere riportata in qualsiasi ricostruzione giornalistica equilibrata del caso.
Parallelamente, altri procedimenti legati al dissesto Geo hanno portato a sentenze di condanna nei confronti di professionisti, dirigenti bancari e soggetti coinvolti nelle attività societarie del gruppo, sempre nel rispetto del principio della presunzione di innocenza fino a eventuali sentenze definitive.
Un caso che continua a far discutere
Ancora oggi il caso Geo viene ricordato come una delle vicende economico-finanziarie più rilevanti della Liguria degli ultimi decenni. Il dissesto del gruppo ha lasciato conseguenze significative sul territorio, coinvolgendo banche, professionisti, creditori, investitori e numerose società collegate.
La vicenda continua inoltre ad alimentare riflessioni sul funzionamento dei sistemi di controllo, sulla concessione del credito, sulla trasparenza societaria e sul rapporto tra finanza, politica e grandi operazioni immobiliari.
Al di là degli esiti giudiziari dei singoli procedimenti, il “caso Geo” rimane uno degli esempi più discussi di crisi immobiliare e finanziaria nell’Italia degli anni Duemila, soprattutto per le sue dimensioni economiche, la durata delle indagini e il numero di soggetti coinvolti a vario titolo nelle inchieste e nei processi.
FONTI :
https://it.euronews.com/2019/03/18/nucera-in-italia-dopo-crack-da-400-mln
https://www.lastampa.it/savona/2013/10/25/news/crac-nucera-invito-a-comparire-1.35971844/












