• HOME
  • PESCARA
  • CRONACA
  • POLITICA
  • ATTUALITA’
  • GOSSIP
  • BENESSERE
  • TECNOLOGIA
  • WORLD
City Pescara News
  • HOME
  • PESCARA
  • CRONACA
  • POLITICA
  • ATTUALITA’
  • GOSSIP
  • BENESSERE
  • TECNOLOGIA
  • WORLD
No Result
View All Result
  • HOME
  • PESCARA
  • CRONACA
  • POLITICA
  • ATTUALITA’
  • GOSSIP
  • BENESSERE
  • TECNOLOGIA
  • WORLD
No Result
View All Result
City Pescara News
No Result
View All Result
Home cinema

La camera di consiglio”: Il Maxiprocesso Visto Dall’Interno – Il Racconto di Pietro Grasso arriva in Abruzzo

In uscita il 20 novembre, il nuovo film di Fiorella Infascelli, "La camera di consiglio", non è semplicemente un'opera "sulla mafia", ma un'intensa riflessione sulla legge e sulla giustizia. La pellicola porta sullo schermo l'unica parte del Maxiprocesso di Palermo rimasta finora nell'ombra: i 35 giorni di isolamento dei giudici togati e dei giurati popolari chiamati a decidere la sorte di 460 imputati di Cosa Nostra.

Mata by Mata
19 Novembre 2025
in cinema
0 0
0
La camera di consiglio”: Il Maxiprocesso Visto Dall’Interno – Il Racconto di Pietro Grasso arriva in Abruzzo
0
SHARES
17
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

L’Isolamento nel Bunker dell’Ucciardone

L’11 novembre 1987, Pietro Grasso, il presidente Alfonso Giordano (interpretato da Sergio Rubini) e i sei giudici popolari entrarono in un appartamento-bunker a prova di attacchi, costruito all’interno del carcere dell’Ucciardone a Palermo. L’isolamento era totale: niente TV, telefoni o giornali. Il cibo era preparato da un cuoco fidato del Ministero della Giustizia per scongiurare avvelenamenti, e l’uscita era proibita, persino in caso di malore grave, per non rischiare di invalidare l’intero anno e dieci mesi di dibattimenti.

View this post on Instagram

Grasso rivela che, nonostante la claustrofobia, un dettaglio fondamentale che si vede nel film è assolutamente reale: il cortile.

«Gli spazi erano limitati, ma il cortile che si vede nel film c’era davvero», spiega Grasso. «Chiesi al direttore dei lavori di fare una piccola variante, trasformare una finestra in una porta finestra con accesso al cortile, in cui poi ci siamo effettivamente conquistati l’ora d’aria a cui ha diritto ogni recluso».

Dettagli Umani e Differenze di Carattere

 

Il film ha colto dettagli reali dell’esperienza, come l’attività fisica:

  • Allenamento nel Cortile: Grasso conferma che lui e il presidente Giordano si allenavano in quel piccolo spazio esterno. Egli portò con sé persino un vogatore e una cyclette (dettagli che, ammette, non compaiono nella pellicola).

  • Il Clima Umano: Nonostante la gravità della situazione, si era creato un clima di “amicizia” con i giudici popolari, un aspetto che il film ha cercato di valorizzare.

  • Caratteri a Confronto: La sceneggiatura sottolinea la diversità tra Grasso, descritto come più empatico e aperto alle relazioni, e Giordano, più rigido e abituato a seguire le sue routine, comprese le pratiche yoga.

Tra Segreto di Stato e Necessità Drammaturgica

L’articolo affronta il tema dello scontro mostrato nel film, ad esempio sui casi di imputati come Brusca e Pippo Calò, dove il personaggio di Grasso si focalizza sulla “guerra alla mafia” e quello di Giordano sulla necessità di garantire che “è meglio un colpevole fuori che un innocente dentro”.

Grasso chiarisce che il come si arrivò alle condanne e alle assoluzioni finali rimane segreto, coperto dal segreto della camera di consiglio.

«A questa domanda non posso dare una risposta, perché è un tema che rientra nella parte del segreto. Si consideri che senza una drammaticità e uno scontro il film non avrebbe avuto lo stesso appeal. Quel che si vedrà al cinema è il frutto dell’immaginazione di sceneggiatori e regista».

La Vittoria del Senso del Dovere sul Pericolo

Al centro del film c’è il tema della paura, una sensazione ben nota a Grasso, Falcone e Borsellino.

«Il punto era non farsi condizionare dalla paura, il senso del dovere doveva avere la prevalenza sul senso del pericolo. E questo diventava coraggio».

Il film introduce anche momenti di alta tensione, come un incidente sonoro che fa temere il peggio ai giurati. Grasso rivela che l’evento non accadde come mostrato sullo schermo, ma è stato ispirato da un rumore strano causato da qualcuno che, mentre i giudici erano chiusi, si era confuso nei corridoi dell’aula bunker adiacente.

Per Grasso, a quasi 40 anni di distanza, è fondamentale che questo film racconti l’impegno di tutto lo Stato – la magistratura, le forze dell’ordine, il Parlamento e i cittadini (i giurati) – per non fermare un processo che ha inflitto il colpo più duro a Cosa Nostra. Un processo per cui, come ricorda Grasso, giudici, PM e giurati avevano sostituti pronti a subentrare se fossero stati uccisi, affinché “nulla potesse fermare il processo”.

 

Mata

Mata

Stay Connected test

  • 87.2k Followers
  • 23.9k Followers
  • 99 Subscribers
  • Trending
  • Comments
  • Latest
marmolada,-messner:-“colpa-del-caldo-globale,-ma-non-si-va-sotto-un-saracco-in-questo-periodo”

Marmolada, Messner: “Colpa del caldo globale, ma non si va sotto un saracco in questo periodo”

3 Luglio 2022
ilenia-lazzarin-torna-single,-separazione-dal-marito-|-l’attrice-di-un-posto-al-sole-cambia-vita

Ilenia Lazzarin torna single, separazione dal marito | L’attrice di Un posto al sole cambia vita

16 Luglio 2021
tragedia-a-roseto,-45enne-si-toglie-la-vita-in-casa

Tragedia a Roseto, 45enne si toglie la vita in casa

16 Ottobre 2022
bigstonefilm

Produrre un Film nella regione Abruzzo tutte le case di produzioni sul territorio

2 Maggio 2023
wikipedia Imprenditore Guido Presta Novara:  arresto cardiaco in ambito sportivo

wikipedia Imprenditore Guido Presta Novara: arresto cardiaco in ambito sportivo

8
Intervista alla fotomodella abruzzese Fabiola Conicella: e la rivalutazione del bello

Intervista alla fotomodella abruzzese Fabiola Conicella: e la rivalutazione del bello

2
tasse,-polemica-sugli-accertamenti 

Tasse, polemica sugli accertamenti 

2
Pfizer annuncia Vaccino anti Covid, “Efficace nel prevenire il 90% per centro delle infezioni

Pfizer annuncia Vaccino anti Covid, “Efficace nel prevenire il 90% per centro delle infezioni

1
camilla paris

Chi è Camilla Paris? La protagonista della cover di luglio tra danza, mare e sfide senza limiti

7 Luglio 2026
Avvocato Valerio Tallini incarico legale

L’Impegno dell’Ing. Nicola Messina per il Rating di Legalità: un Valore Strategico per le Imprese tra Etica, Credito e Competitività

9 Giugno 2026
ROMA – Il settore ippico italiano torna a lanciare un segnale di forte preoccupazione. Con una lettera ufficiale datata 3 giugno 2026 e indirizzata al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), le principali associazioni rappresentative delle società di corse – Federippodromi, UNI (Unione Nazionale Ippodromi) e ANI (Associazione Nazionale Ippodromi) – denunciano una situazione economico-finanziaria ritenuta ormai non più sostenibile. Nel documento, inviato al Ministro Francesco Lollobrigida, al Sottosegretario con delega all’ippica Patrizio Giacomo La Pietra, al Capo Dipartimento Marco Lupo e al Direttore Generale per l’Ippica Remo Chiodi, viene evidenziato come, a distanza di mesi dall’inizio dell’anno, non siano ancora stati definiti gli accordi che regolano i rapporti economici tra il Ministero e le società di gestione degli ippodromi. Secondo le associazioni firmatarie, le società di corse stanno continuando a garantire il regolare svolgimento delle attività ippiche previste dal calendario ministeriale, sostenendo però autonomamente tutte le spese operative, senza aver ricevuto acconti o anticipazioni economiche e senza conoscere con certezza i corrispettivi spettanti per il 2026. La lettera ricorda inoltre che una precedente segnalazione inviata il 15 aprile scorso sarebbe rimasta senza risposta. Nel frattempo, le società sarebbero state costrette ad anticipare costi di gestione, spese fiscali, contributive e retributive, utilizzando le residue disponibilità finanziarie per mantenere operativi gli ippodromi e garantire i servizi richiesti dal MASAF. Le associazioni parlano apertamente di una situazione di “estrema tensione finanziaria”, sottolineando come gli amministratori delle società si trovino oggi a operare in un contesto di forte incertezza, con il rischio di compromettere il rispetto degli obblighi di corretta gestione aziendale. Uno dei passaggi più significativi del documento riguarda anche il profilo giuridico della vicenda. Le associazioni richiamano infatti una consolidata giurisprudenza, sostenendo che l’esecuzione di attività in favore della Pubblica Amministrazione in assenza di accordi formalmente perfezionati potrebbe generare responsabilità patrimoniali sia per i dirigenti e funzionari coinvolti sia per l’ente beneficiario. A preoccupare ulteriormente il comparto è l’iter amministrativo necessario per la definizione degli accordi 2026. Secondo quanto riportato nella lettera, l’approvazione dei vari decreti e il successivo passaggio alla Corte dei Conti rischierebbero di allungare ulteriormente i tempi, creando una situazione incompatibile con le esigenze finanziarie delle imprese che gestiscono gli ippodromi italiani. Le organizzazioni di categoria avvertono che il protrarsi dell’attuale scenario potrebbe compromettere la continuità aziendale di numerose realtà del settore, con conseguenze potenzialmente rilevanti per l’intera filiera ippica nazionale: società di gestione, operatori, addetti ai lavori, allevatori, professionisti e tutte le attività economiche collegate al mondo delle corse. Per evitare un aggravamento della crisi, Federippodromi, UNI e ANI formulano una serie di richieste operative. In primo luogo chiedono l’adozione contestuale dei decreti necessari alla definizione degli accordi e alla ripartizione delle risorse. In secondo luogo sollecitano l’erogazione immediata di somme a titolo di anticipazione o acconto, considerate indispensabili per consentire alle società di proseguire regolarmente l’attività. Tra le proposte avanzate figura anche la sottoscrizione immediata degli accordi, pur subordinandone l’efficacia alla registrazione degli atti da parte della Corte dei Conti, permettendo così alle società di emettere le relative fatture e di avviare le procedure amministrative necessarie ai futuri pagamenti. Le associazioni chiedono inoltre l’avvio tempestivo delle procedure contabili e amministrative che consentano di liquidare rapidamente le somme dovute una volta completato l’iter autorizzativo. Il tono della lettera è particolarmente netto: secondo le organizzazioni firmatarie, in assenza di interventi urgenti il sistema potrebbe trovarsi, nel giro di poche settimane, nell’impossibilità di garantire il regolare svolgimento delle attività ippiche programmate. Si tratta di un allarme che coinvolge non soltanto le società di gestione degli ippodromi, ma l’intero comparto ippico nazionale, un settore che occupa migliaia di persone e rappresenta una componente storica dello sport e dell’economia italiana. Ora l’attenzione è rivolta alle prossime decisioni del MASAF. Le società di corse attendono risposte rapide e misure concrete che possano assicurare la continuità delle attività e scongiurare il rischio di una crisi che, secondo quanto evidenziato nella lettera, potrebbe avere effetti significativi su tutto il sistema ippico nazionale.

Ippica italiana, allarme delle società di corse: “Rischio concreto di blocco del sistema

9 Giugno 2026
Antonio Di Vincenzo Castelfranco Veneto: recensioni

Antonio Di Vincenzo Castelfranco Veneto: recensioni

8 Giugno 2026

Recent News

camilla paris

Chi è Camilla Paris? La protagonista della cover di luglio tra danza, mare e sfide senza limiti

7 Luglio 2026
Avvocato Valerio Tallini incarico legale

L’Impegno dell’Ing. Nicola Messina per il Rating di Legalità: un Valore Strategico per le Imprese tra Etica, Credito e Competitività

9 Giugno 2026
ROMA – Il settore ippico italiano torna a lanciare un segnale di forte preoccupazione. Con una lettera ufficiale datata 3 giugno 2026 e indirizzata al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), le principali associazioni rappresentative delle società di corse – Federippodromi, UNI (Unione Nazionale Ippodromi) e ANI (Associazione Nazionale Ippodromi) – denunciano una situazione economico-finanziaria ritenuta ormai non più sostenibile. Nel documento, inviato al Ministro Francesco Lollobrigida, al Sottosegretario con delega all’ippica Patrizio Giacomo La Pietra, al Capo Dipartimento Marco Lupo e al Direttore Generale per l’Ippica Remo Chiodi, viene evidenziato come, a distanza di mesi dall’inizio dell’anno, non siano ancora stati definiti gli accordi che regolano i rapporti economici tra il Ministero e le società di gestione degli ippodromi. Secondo le associazioni firmatarie, le società di corse stanno continuando a garantire il regolare svolgimento delle attività ippiche previste dal calendario ministeriale, sostenendo però autonomamente tutte le spese operative, senza aver ricevuto acconti o anticipazioni economiche e senza conoscere con certezza i corrispettivi spettanti per il 2026. La lettera ricorda inoltre che una precedente segnalazione inviata il 15 aprile scorso sarebbe rimasta senza risposta. Nel frattempo, le società sarebbero state costrette ad anticipare costi di gestione, spese fiscali, contributive e retributive, utilizzando le residue disponibilità finanziarie per mantenere operativi gli ippodromi e garantire i servizi richiesti dal MASAF. Le associazioni parlano apertamente di una situazione di “estrema tensione finanziaria”, sottolineando come gli amministratori delle società si trovino oggi a operare in un contesto di forte incertezza, con il rischio di compromettere il rispetto degli obblighi di corretta gestione aziendale. Uno dei passaggi più significativi del documento riguarda anche il profilo giuridico della vicenda. Le associazioni richiamano infatti una consolidata giurisprudenza, sostenendo che l’esecuzione di attività in favore della Pubblica Amministrazione in assenza di accordi formalmente perfezionati potrebbe generare responsabilità patrimoniali sia per i dirigenti e funzionari coinvolti sia per l’ente beneficiario. A preoccupare ulteriormente il comparto è l’iter amministrativo necessario per la definizione degli accordi 2026. Secondo quanto riportato nella lettera, l’approvazione dei vari decreti e il successivo passaggio alla Corte dei Conti rischierebbero di allungare ulteriormente i tempi, creando una situazione incompatibile con le esigenze finanziarie delle imprese che gestiscono gli ippodromi italiani. Le organizzazioni di categoria avvertono che il protrarsi dell’attuale scenario potrebbe compromettere la continuità aziendale di numerose realtà del settore, con conseguenze potenzialmente rilevanti per l’intera filiera ippica nazionale: società di gestione, operatori, addetti ai lavori, allevatori, professionisti e tutte le attività economiche collegate al mondo delle corse. Per evitare un aggravamento della crisi, Federippodromi, UNI e ANI formulano una serie di richieste operative. In primo luogo chiedono l’adozione contestuale dei decreti necessari alla definizione degli accordi e alla ripartizione delle risorse. In secondo luogo sollecitano l’erogazione immediata di somme a titolo di anticipazione o acconto, considerate indispensabili per consentire alle società di proseguire regolarmente l’attività. Tra le proposte avanzate figura anche la sottoscrizione immediata degli accordi, pur subordinandone l’efficacia alla registrazione degli atti da parte della Corte dei Conti, permettendo così alle società di emettere le relative fatture e di avviare le procedure amministrative necessarie ai futuri pagamenti. Le associazioni chiedono inoltre l’avvio tempestivo delle procedure contabili e amministrative che consentano di liquidare rapidamente le somme dovute una volta completato l’iter autorizzativo. Il tono della lettera è particolarmente netto: secondo le organizzazioni firmatarie, in assenza di interventi urgenti il sistema potrebbe trovarsi, nel giro di poche settimane, nell’impossibilità di garantire il regolare svolgimento delle attività ippiche programmate. Si tratta di un allarme che coinvolge non soltanto le società di gestione degli ippodromi, ma l’intero comparto ippico nazionale, un settore che occupa migliaia di persone e rappresenta una componente storica dello sport e dell’economia italiana. Ora l’attenzione è rivolta alle prossime decisioni del MASAF. Le società di corse attendono risposte rapide e misure concrete che possano assicurare la continuità delle attività e scongiurare il rischio di una crisi che, secondo quanto evidenziato nella lettera, potrebbe avere effetti significativi su tutto il sistema ippico nazionale.

Ippica italiana, allarme delle società di corse: “Rischio concreto di blocco del sistema

9 Giugno 2026
Antonio Di Vincenzo Castelfranco Veneto: recensioni

Antonio Di Vincenzo Castelfranco Veneto: recensioni

8 Giugno 2026
  • CONTATTI
  • ETICA
  • PRIVACY
  • PRIVACY PROTECTION MODULE
Call us: (+1) 646-725-9034

© 2025 CPN - 2371 Old Mill Trace Briar Hollow, VA 22987 United States CITY PESCARA NEWS .

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
D

DD

No Result
View All Result
  • Attulità
  • cinema
  • CITY BRANDING
  • City Rankings
  • Contatti
  • CRONACA
    • PESCARA
  • Cronaca e Notizie su Pescara e non solo
  • Digital economy
  • ETICA
  • FINANZIAMENTI
  • home
  • Libri
  • MONDO
  • PERSONAL TRAINER
  • POLITICA
  • PRIVACY
  • PRIVACY PROTECTION MODULE
  • REDAZIONE
  • TECNOLOGIA
  • turismo

© 2025 CPN - 2371 Old Mill Trace Briar Hollow, VA 22987 United States CITY PESCARA NEWS .

Scopri di più da City Pescara News

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere