Questa mattina a Genova è stato arrestato Maurizio Perna, appartenente alla famiglia mafiosa dei Fiandaca, collegata alla cosca di Cosa Nostra guidata dagli Emmanuello e dal clan di Piddu Madonia.
Perna lavorava formalmente al Bar Corallo di Via Ceccardi. Sua sorella, Simona Perna, anch’essa legata alla “decina” dei Fiandaca, è titolare di pizzerie a Cornigliano (“O’Pizzicato”) e Pegli, ed è nota per mantenere contatti con le donne del gruppo mafioso.
Tempo fa, passando davanti al Bar Corallo, notammo che Perna ci guardava con sospetto, ma questo è nulla rispetto ai veri problemi. Infatti, il bar di fronte al Corallo è stato oggetto di un attacco con bombe Molotov, evidenziando i “problemi di vicinato”.
È proprio al Bar Corallo, nel cuore di Genova, che Perna operava in collaborazione con Onofrio Garcea, boss della ‘Ndrangheta, e Giovanni “Gianni” Calvo, storico boss di Cosa Nostra. Qui, Perna incontrava personaggi come Larosa di Palmi, coinvolto in un’inchiesta per truffe sui mutui. Un altro complice, Giuseppe “Pino” Abbisso, condannato con Garcea per usura, era collegato alla moglie, Natalia Polinskaya, prestanome di Calvo.
Abbasso era in contatto con l’intero clan, inclusi Pino Fiandaca, che sperava nella scarcerazione di Gaetano “Tano” Fiandaca. Frequentava anche Perna e Paolo Vitello, nato a Mazzarino (CL) e residente a Genova, pregiudicato per reati mafiosi e legato alla stessa consorteria degli Emmanuello-Fiandaca.
Giovanni “Gianni” Calvo gestisce un ristorante in Via Vezzani, intestato alla figlia, mentre i Fiandaca e i Perna possiedono pizzerie e bar. Vitello lavora per l’impresa di forniture “La Cristallina” come recupero crediti. Perna e Vitello avevano cercato di prendere il controllo delle attività presso il Lido di Genova, riuscendo a ottenere il bar, ma non il ristorante-pizzeria.
Il titolare del Bar Corallo, Maurizio Cifariello, oltre ad avere Perna come “dipendente”, è strettamente legato a Vitello. Cifariello aveva anche rilevato il Bar Mignon di Via Cesarea, gestito da Fabio Condidorio, figlio e compare di Arcangelo Condidorio, affiliato alla ‘Ndrangheta. Le indagini dell’Operazione “MAGLIO 3” evidenziano come Arcangelo e Fabio Condidorio siano stati denunciati per usura da Fabrizio Pinna nel 2009.












