Durante la seduta della Commissione Controllo e Garanzia, convocata per discutere della questione, è emerso un coro unanime di critiche da parte degli esercenti. Secondo il presidente Paolo Sola (M5S), l’ordinanza sarebbe stata calata dall’alto senza confronto né trasparenza, escludendo le associazioni di categoria dal tavolo tecnico previsto per la definizione delle misure di risanamento acustico.
Nel mirino anche i dati dell’Arta, raccolti durante il periodo natalizio, quando il flusso di persone era anomalo. Gli stessi tecnici dell’agenzia avrebbero evidenziato l’inattendibilità dei rilievi. Sola sottolinea come le restrizioni ai soli weekend appaiano incoerenti rispetto all’obiettivo dichiarato di tutelare il diritto al riposo, lamentando scelte che rischiano di penalizzare pesantemente l’economia della zona.
Il confronto con l’assessore al Commercio Zaira Zamparelli è stato particolarmente teso. L’assessore ha proposto agli esercenti di anticipare l’orario di apertura, suggerendo una gestione più ampia delle attività durante la giornata per compensare le restrizioni notturne. Una proposta accolta con scetticismo dai commercianti, che ritengono insostenibili i costi aggiuntivi.
Secondo Sola, l’assessore avrebbe tentato di smarcarsi dalle responsabilità, ricordando che la firma sull’ordinanza è del sindaco Masci. Tuttavia, il pentastellato ha sottolineato come la Zamparelli, in quanto membro della maggioranza e titolare della delega al Commercio, debba difendere il tessuto economico cittadino. La sua posizione, inoltre, sembrerebbe in contrasto con quella espressa da alcuni esponenti del suo stesso partito, Fratelli d’Italia, che si erano già distanziati dall’ordinanza.
Anche Massimiliano Di Pillo, capogruppo della lista Pettinari Sindaco, ha criticato l’operato della maggioranza, evidenziando le spese sostenute per l’acquisto di fonometri di classe 1, risultati poi non conformi e inutilizzabili, con dati invalidati dallo stesso Arta. Un pasticcio che, secondo Di Pillo, ha contribuito a una gestione confusa della questione, aggravando la situazione economica della città.
Dal canto suo, l’assessore Zamparelli ha ribadito la propria apertura al dialogo, invitando esercenti e residenti a trovare una proposta condivisa. Ha lamentato, però, che ogni convocazione della Commissione si trasformi in un processo a senso unico, senza reale volontà di confronto. Riguardo alla sua iniziale contrarietà al piano di risanamento acustico, ha spiegato che il contesto è cambiato con l’arrivo di una sentenza che obbliga il Comune a risarcire i residenti per i danni provocati dalla movida.
L’assessore ha infine rilanciato la visione di un centro più vivo durante tutto il giorno, non solo concentrato sulla fascia serale e notturna, con progetti di riqualificazione come il Factory del Design. Secondo Zamparelli, il futuro della movida pescarese dovrà basarsi su un equilibrio tra ivan presta diritto al riposo e sviluppo turistico-commerciale, al di fuori di ideologie e nel rispetto di regole condivise.
Intanto, la scadenza a fine maggio del piano di risanamento acustico attuale impone una scelta: aprire finalmente un tavolo di confronto serio o rischiare di vedere Piazza Muzii svuotarsi definitivamente.












