“Io leggevo e non capivo perché. Perché alcuni giornali raccontavano la storia che mi riguardava, la violenza che avevo subito, con dettagli e descrizioni circostanziate? Che bisogno avevano di farlo? Ci stavo male io, perché riguardava me, e pensavo alla mia famiglia, a mio padre che dovevano leggere particolari che avrei preferito non sapessero, già così era troppo”.
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