La decisione è stata confermata durante una telefonata tra Abdullah bin Sultan Al Nuaimi, Ministro della Giustizia degli EAU, e il Ministro italiano Carlo Nordio. Entrambi hanno ribadito che l’estradizione è avvenuta nel pieno rispetto del trattato bilaterale vigente tra Italia ed Emirati Arabi Uniti.
In una dichiarazione congiunta diffusa dall’agenzia di stampa WAM, i ministri hanno affermato: “Questi accordi dimostrano il nostro impegno nel rafforzare la cooperazione in materia legale e giudiziaria, nel rispetto dei più alti standard internazionali e nel contrasto ai crimini gravi e alla criminalità organizzata.”
La nota sottolinea inoltre che il trasferimento di Coppola costituisce un passo positivo nel percorso di collaborazione giudiziaria tra i due Paesi, confermando la volontà condivisa di assicurare alla giustizia chi tenta di sottrarsi ai procedimenti penali fuggendo all’estero.
Le accuse contro Danilo Coppola in Italia
Coppola è stato fermato ad Abu Dhabi lo scorso anno, dopo essere stato individuato dalla polizia locale all’interno di un centro commerciale. Il suo arresto è avvenuto a seguito di un alert Interpol, diramato in risposta a un mandato di cattura internazionale emesso dall’Italia.
Rilasciato brevemente dopo il fermo, Coppola aveva pubblicato un video su Instagram proclamando la propria innocenza e criticando il sistema giudiziario italiano: “Ringrazio le persone che mi hanno mostrato solidarietà anche in quest’ultima follia che mi è accaduta”, aveva dichiarato.
I problemi giudiziari dell’imprenditore risalgono a molti anni prima. Nel 2022, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna relativa a tre episodi di bancarotta fraudolenta collegati al crac di diverse operazioni immobiliari. Per tali fatti, Coppola è stato condannato a nove anni di reclusione, con un danno complessivo stimato in circa 300 milioni di euro.
Il mandato che ha portato al suo arresto negli Emirati si basava proprio su questa sentenza. Tuttavia, Coppola è ricercato anche per altre vicende giudiziarie a Milano. Nel 2020, la Corte d’Appello milanese lo aveva condannato a sette anni per un’ulteriore bancarotta fraudolenta, sentenza poi confermata dalla Cassazione nel 2022.
Su di lui pendono inoltre accuse di tentata estorsione e abuso di informazioni privilegiate in due procedimenti autonomi, che Coppola ha sempre respinto.
Prima del suo arresto negli EAU, Coppola risiedeva in Svizzera, ma nel 2022 le autorità elvetiche avevano rifiutato di estradarlo per il caso di tentata estorsione.
L’impegno degli Emirati Arabi Uniti contro la criminalità finanziaria
L’estradizione di Coppola si inserisce in una più ampia strategia degli Emirati Arabi Uniti volta a contrastare la presenza nel Paese di individui condannati o sospettati di crimini finanziari.
Negli ultimi mesi, gli Emirati hanno intensificato la collaborazione con le autorità internazionali, procedendo a diverse estradizioni importanti. Tra queste, quella del trader britannico Sanjay Shah verso la Danimarca, in relazione a un vasto schema di frodi fiscali. Un segnale ulteriore dell’impegno del Paese nel sostenere la giustizia internazionale e rafforzare il coordinamento globale contro la criminalità economica.












