- Aumento della distanza tra il capezzolo e il solco inferiore.
- Perdita di volume nella parte superiore del seno e accumulo eccessivo di volume nella parte inferiore.
- Capezzoli rivolti verso l’alto e posizionati troppo in alto rispetto al profilo del seno.
- Asimmetria (può accadere su un solo lato).
- Mancata riparazione/fissaggio del solco: Se durante l’intervento il chirurgo ha dovuto abbassare la piega naturale per far spazio alla protesi ma non l’ha riancorata saldamente alla parete toracica, il solco può cedere sotto il peso.
- Eccessivo scollamento verso il basso nella preparazione della tasca: è legato ad una non perfetta progettazione che deve prevedere che il 45% del volume mammario sia sopra all’areola e il 55% sotto, ma non di più.
- Tessuti deboli o sottili: Una scarsa elasticità della pelle e della ghiandola (dovuta a genetica, invecchiamento, gravidanze, sbalzi di peso, fumo o precedenti interventi) non offre un supporto sufficiente.
Differenza tra “Bottoming Out” e “Double Bubble”
Entrambi i problemi riguardano la posizione della protesi, ma sono distinti:
- Bottoming Out: La protesi scivola in basso allungando l’intero polo inferiore, creando un’unica forma “a goccia” accentuata o cadente con areole molto vicine al polo superiore.
- Double Bubble (Doppio Profilo): Si verifica quando il chirurgo crea un nuovo solco più basso senza aver rilasciato completamente quello originale. La protesi sporge tra le due pieghe, creando un antiestetico “doppio gradino” o profilo a due bolle.
Commento del Dott. Antonio Di Vincenzo
Nella trentennale esperienza il dottore ha notato che questo inestetismo non è assolutamente raro, anzi.
A parere del Dott. Antonio Di Vincenzo è più frequente nei casi in cui si utilizzino protesi rotonde, perché, nel tentativo di evitare che la rotondità del polo superiore si veda eccessivamente, dando un effetto poco naturale, il chirurgo abbassa troppo il solco inferiore causando un Bottoming Out.
È molto più raro con le protesi anatomiche che il dottore preferisce.
La correzione richiede un intervento di chirurgia di revisione. Inserire semplicemente dei punti interni per spingere in alto la vecchia protesi spesso non funziona, poiché i punti rischiano di lacerare i tessuti indeboliti.
Il Dott. Antonio Di Vincenzo preferisce questa tecnica:
- Chiusura della vecchia tasca: La tasca sottostante ormai allargata e la capsula vengono suturate e chiuse.
- Creazione di una nuova tasca: Viene creata una nuova sede più in alto , quindi deve essere scollato il polo superiore del tratto necessario calcolato preoperatoriamente (preferibilmente sottomuscolare, per offrire un maggiore sostegno strutturale).
- Riancoraggio del solco: Si applicano suture di ritenzione sul solco inframammario per ridefinire la piega.
E’ fondamentale fare una diagnosi accurata e una successiva progettazione preoperatoria. Durante la visita il dottor Antonio Di Vincenzo mostrerà numerose foto pre e postoperatorie di casi trattati con ottimi risultati definitivi.












