cronaca

La Cesa stroncato dal contagio: seconda vittima in pochi giorni 

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Pescasseroli. Si è spento a 87 anni nell’ospedale dell’Aquila per le conseguenze dell’infezione  È stato protagonista della politica regionale. Il ricordo di De Laurentiis: «Un gigante di umanità»

PESCASSEROLI. Protagonista della politica locale e regionale, memoria storica della sua amata Pescasseroli fin dal secondo Dopoguerra. Vincenzo La Cesa, 87 anni, si è spento all’ospedale San Salvatore dell’Aquila a causa delle conseguenze di una lunga malattia e del Covid. Politico e amministratore di grande esperienza, aveva ricoperto molti incarichi pubblici, tra cui vicesindaco a Pescasseroli, consigliere comunale e presidente della Comunità montana dell’Alto Sangro. È la seconda vittima in pochi giorni in paese, dopo il falegname Francesco Terrazzi. La Cesa, nei giorni scorsi, era stato trasferito dal reparto di malattie infettive a Pneumologia Covid proprio per le conseguenze del contagio. Nonostante si fosse negativizzato e fosse già vaccinato per lui non c’è stato niente da fare, probabilmente a causa delle conseguenze a cui era andato incontro. Il sindaco di Pescasseroli Luigi La Cesa e l’amministrazione comunale hanno espresso cordoglio. Tanti i messaggi di vicinanza che cittadini di Pescasseroli ed esponenti della politica abruzzese hanno rivolto alla famiglia. Commosso il ricordo dell’amico Rodolfo De Laurentiis con cui aveva condiviso battaglie politiche, che lo descrive come «un gigante per cultura e umanità, nascosta con fatica dietro i suoi modi burberi. Per molti Vincenzo era un amico», prosegue l’ex parlamentare, «per me, che ho avuto la fortuna di incontrarlo e di conoscerlo, era un compagno di viaggio, un fratello. Il nostro incontro risale ai tempi dell’Arpa, a metà degli anni Novanta, quando lui, membro del collegio sindacale, fu il più forte e leale sostenitore del cambiamento e del risanamento aziendale, coniugato però a criteri di efficienza e di rispetto del lavoro. Abbiamo continuato a condividere il nostro viaggio attraverso la politica, che per lui era un altissimo servizio svolto a favore della comunità, una politica sempre interpretata con sentimenti di lealtà, competenza e solidarietà. Vincenzo era un uomo d’altri tempi, perché di altri tempi erano i suoi princìpi, i suoi valori, la sua onestà, sentimenti forti e genuini. Mi mancherà il tempo trascorso ad ascoltarlo, ma custodirò il suo prezioso ricordo nel mio viaggio». (p.g.)

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