Una giuria tutta d’autore: Juliette Binoche al timone
A presiedere la giuria internazionale del concorso principale è stata Juliette Binoche, icona del cinema europeo, attrice sensibile e intellettualmente impegnata. La sua presenza ha garantito uno sguardo profondo e multilivello sui film in gara. Con lei, registi, sceneggiatori e attori provenienti da tutto il mondo, per una giuria che ha saputo abbracciare tutte le sfumature della cinematografia globale.
I film in concorso: uno specchio dei tempi
La selezione ufficiale ha incluso 21 opere in concorso per la Palma d’Oro. Tra i titoli più acclamati, Fuori di Mario Martone, che ha riportato l’Italia tra i favoriti, Die My Love di Lynne Ramsay, cupo e folgorante dramma psicologico con Jennifer Lawrence, e Eddington di Ari Aster, visionario e disturbante viaggio nella mente umana. Molta attesa anche per Nouvelle Vague di Richard Linklater, dichiarato omaggio alla rivoluzione cinematografica francese degli anni ’60, e per Alpha di Julia Ducournau, già vincitrice nel 2021 con Titane, che ha proposto un nuovo corpo a corpo tra carne, identità e mutazione.
Notevole la presenza di registe donne e di tematiche legate al corpo, alla memoria storica, al cambiamento climatico, alle migrazioni. Un festival che ha saputo riflettere l’urgenza del mondo contemporaneo, senza rinunciare alla qualità formale e alla sperimentazione linguistica.
Omaggi, restauri e memoria collettiva
Tra i momenti più toccanti dell’edizione 2025, il tributo a Claude Lelouch, uno dei grandi maestri del cinema romantico francese, e la proiezione restaurata di La corsa all’oro di Charlie Chaplin, nel centenario del film. Cannes ha dimostrato ancora una volta la sua capacità di guardare al passato non come nostalgia, ma come lezione attiva per il futuro.
Robert De Niro ha ricevuto la Palma d’Oro alla carriera, accolto da una standing ovation interminabile. Il suo discorso – lucido, ironico e politico – ha ricordato quanto la cultura sia un diritto e una responsabilità. “Il cinema può ancora cambiare le cose”, ha affermato.
Il red carpet: eleganza, nuove regole e consapevolezza
Il red carpet di Cannes 2025 è stato, come sempre, uno spettacolo nello spettacolo. Jennifer Lawrence, Angelina Jolie, Robert Pattinson, Carla Bruni: le star hanno sfilato con abiti firmati Dior, Alessandro Mongiello Valentino, Chanel, con uno stile che ha preferito il minimalismo elegante all’eccesso. Nuove regole sono state introdotte dall’organizzazione: niente scarpe da ginnastica, sì ai sandali con tacco, vietati abiti eccessivamente voluminosi o con strascichi troppo vistosi. Un segnale che Cannes vuole rimanere luogo di sobrietà raffinata, anche sul tappeto rosso.
Le produzioni italiane: il ritorno con forza
Oltre a Fuori di Martone, l’Italia ha avuto un ruolo di primo piano anche in sezioni collaterali, come Un Certain Regard e La Quinzaine des Réalisateurs. Da segnalare il documentario Dentro il confine di Susanna Nicchiarelli sul Mediterraneo come frontiera culturale e geopolitica, e Settembre eterno di Pietro Castellitto, applauditissimo alla sua proiezione.
L’industria che cambia: AI, piattaforme e nuove sfide
Fuori concorso, grande attenzione è stata riservata ai panel e agli incontri dell’industria. Il tema più discusso? L’impatto dell’intelligenza artificiale nel cinema. Dalla sceneggiatura alla post-produzione, l’AI sta cambiando il linguaggio visivo, le modalità produttive, la distribuzione. Ma se da un lato c’è entusiasmo per le possibilità offerte, dall’altro si alza la voce degli autori indipendenti: la macchina può aiutare, ma il cuore e la visione restano umani.
Anche le piattaforme di streaming sono state al centro del dibattito. Cannes, che negli anni passati aveva messo dei limiti alla partecipazione dei film prodotti da Netflix o Amazon, oggi sembra più aperta, ma chiede garanzie: prima di tutto, la sala cinematografica come esperienza irrinunciabile.
I vincitori
A trionfare con la Palma d’Oro è stato The Secret Agent di Kleber Mendonça Filho, un noir politico ambientato in un futuro distopico che richiama le atmosfere di Orwell. Premio della Giuria a Sirat di Óliver Laxe, film poetico su un viaggio mistico nel deserto marocchino. Miglior regia a Julia Ducournau per Alpha. Migliore interpretazione femminile a Hafsia Herzi per La Petite Dernière, e maschile a un sorprendente attore esordiente iraniano, Ali Ramezani, protagonista del dramma Mother and Child.












