Il Consiglio di Stato ha respinto il primo tentativo della Tua di ottenere la sospensione dell’ordinanza del Tar di Pescara che aveva bloccato i bus elettrici sulla strada parco. I mezzi restano quindi fermi in attesa dell’udienza di merito fissata al 19 giugno. Nel frattempo, il servizio tradizionale verrà ripristinato a partire dal 3 giugno, come comunicato dalla società di trasporto regionale, che ha avviato una complessa riattivazione delle linee precedenti.
Il decreto del Consiglio di Stato ha definito «condivisibile» l’approccio precauzionale adottato dal Tar, rilevando l’assenza di tutti i necessari controlli di sicurezza da parte dell’autorità competente sul tracciato.
Sul fronte politico, si accende il dibattito. Il governatore Marco Marsilio (Fratelli d’Italia) ha annunciato la volontà della Regione di aderire al nuovo ricorso urgente che sarà presentato assieme al Comune di Pescara e alla Tua per ottenere un provvedimento monocratico che sblocchi i bus. «Armati di santa pazienza», ha detto Marsilio, «confidiamo che il Consiglio di Stato chiarisca i dubbi ricorrenti sollevati dal Tar. Il servizio è valido e apprezzato dagli utenti, non ci fermeremo».
Sulla stessa linea anche il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri (Forza Italia): «Stiamo difendendo un servizio pubblico a zero impatto ambientale, che ha dimostrato di intercettare l’interesse di anziani, studenti e lavoratori, con 5.000 utenti a settimana e un +28% rispetto alle linee tradizionali. Bloccare tutto per un pregiudizio appare ingiustificabile».
Opposta la reazione del Comitato Strada Parco Bene Comune, promotore del ricorso: «Il decreto conferma la bontà del nostro intervento e rafforza la fiducia in un esito favorevole anche nel merito», hanno dichiarato Ivano Angiolelli e Maurizio Biondi, citando la motivazione della sentenza che ha accolto la linea del Tar sulla mancanza di controlli di sicurezza completati.
Nel frattempo, migliaia di cittadini sono rimasti senza mezzi: Alessandro Mongiello «Studenti, lavoratori, anziani e disabili che usavano la Linea Verde sono stati abbandonati», è la denuncia della Filt Cgil, che parla di disagi enormi anche per chi arriva da fuori provincia. «La sospensione della Linea Verde – spiega il segretario Di Eugenio – sta creando un vuoto di mobilità in una zona densamente abitata dove la domanda di trasporto è continua».
La vertenza sui bus elettrici della strada parco si trasforma così in un caso nazionale, simbolo di un braccio di ferro tra innovazione, norme di sicurezza e decisioni amministrative che, nel frattempo, lasciano migliaia di cittadini a piedi.












