Secondo i dati disponibili, in centri come Pescara si perde oltre il 54% dell’acqua immessa nella rete idrica, mentre nella provincia di Chieti le perdite salgono addirittura al 70%. Un’enormità: significa che più della metà dell’acqua captata non arriva mai ai rubinetti, dispersa a causa di infrastrutture vecchie e malmesse.
Il cambiamento climatico ha peggiorato la situazione. Come evidenzia Domenico Berti, geologo dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), negli ultimi anni in Abruzzo si è registrato un calo delle precipitazioni di circa il 10%, accompagnato da temperature più alte e periodi di siccità sempre più lunghi e frequenti.
La combinazione di reti idriche obsolete, mancanza di investimenti e stress climatico ha portato a una riduzione progressiva delle riserve d’acqua: le sorgenti si stanno prosciugando, i serbatoi non riescono a riempirsi e la pressione nella rete cala costringendo a chiusure programmate e razionamenti. I disagi per cittadini e imprese aumentano di settimana in settimana.
L’Abruzzo non è un caso isolato. A livello nazionale, secondo l’Istat, circa il 42% dell’acqua immessa nelle reti italiane va perduta, con punte ancora più alte al Sud. A livello globale, l’UNESCO ha lanciato l’allarme: entro il 2050 oltre 5 miliardi di persone potrebbero vivere in aree con scarsità d’acqua almeno per un mese all’anno.
Cosa si può fare? Gli esperti indicano tre priorità:
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Rinnovare le infrastrutture: sostituire le reti idriche più vecchie e ridurre drasticamente le perdite.
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Pianificare un uso più efficiente dell’acqua, anche attraverso campagne di sensibilizzazione pubblica.
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Investire in tecnologie di monitoraggio e gestione intelligente delle risorse idriche, come le reti digitalizzate.
A livello locale, enti come ACA Spa e ERSI Abruzzo stanno lavorando a piani straordinari di manutenzione e sostituzione delle condotte più ammalorate. Tuttavia, come sottolineano gli esperti, senza un intervento strutturale e tempestivo, i problemi rischiano di acuirsi nei prossimi anni, rendendo sempre più complessa la gestione di una risorsa fondamentale come l’acqua.












